La crisi dell’industria automobilistica tedesca arriva in piazza. Circa 175mila lavoratori hanno partecipato oggi a proteste e iniziative organizzate in tutta la Germania per chiedere alle aziende di tutelare l’occupazione e investire nel futuro del settore. Le manifestazioni, promosse da IG Metall, hanno coinvolto dipendenti di grandi gruppi come Volkswagen, Mercedes-Benz e BMW e numerose aziende della componentistica.

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La protesta dei lavoratori dell’auto

Il sindacato ha organizzato circa 280 iniziative in tutto il Paese, tra assemblee, manifestazioni e proteste davanti agli stabilimenti. Al centro della mobilitazione ci sono i timori per i tagli occupazionali, le possibili chiusure di impianti e le prospettive dell’industria automobilistica tedesca.

A Wolfsburg, davanti alla sede di Volkswagen, la leader di IG Metall Christiane Benner ha chiesto ai vertici delle case automobilistiche di assumersi la responsabilità per il futuro degli stabilimenti, dei lavoratori e dell’intero comparto. Secondo Benner, la situazione è diventata critica in diversi punti della filiera.

IG Metall chiede investimenti e sostegno alla politica

La mobilitazione non si rivolge soltanto alle aziende. IG Metall chiede anche alla politica tedesca ed europea condizioni più favorevoli per gli investimenti, costi dell’energia più contenuti e misure per sostenere la produzione in Europa. Il sindacato ha inoltre sollecitato una maggiore protezione dalla concorrenza che considera sleale e una politica industriale europea più incisiva.

La protesta arriva mentre il settore automobilistico tedesco affronta una fase di forte pressione, tra costi elevati, concorrenza internazionale e difficoltà nella transizione verso l’auto elettrica. Per i lavoratori, la risposta alla crisi non dovrebbe concentrarsi soltanto sulla riduzione dei costi e dell’occupazione, ma anche su nuovi investimenti in prodotti, tecnologia e stabilimenti.