criptovalute social
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Grazie ai suoi profili social, seguiti anche da 26 mila follower, era riuscito a irretire diversi investitori e a convincerli ad affidargli i propri risparmi, che investiva in criptovalute. Anche se lui certo non aveva il titolo per gestire l’altrui denaro, secondo quanto stabilito dalla legge. Proprio per questo un ventisettenne veronese è finito agli arresti domiciliari, a seguito di un provvedimento della procura scaligera, che ha disposto anche un sequestro preventivo nei confronti del sedicente broker, che risulta residente in provincia ma di fatto dimorante negli Emirati Arabi Uniti, indagato per l’ipotesi di reato di abusivismo finanziario.

Querelato dai suoi follower

La carriera del gestore abusivo era stata promossa, grazie a un sapiente utilizzo dei social network, utilizzando i quali si dipingeva come un uomo di successo in ambito finanziario. Sulle sue pagine social ostentava un altissimo tenore di vita, ma soprattutto promuoveva eventi nel mondo degli investimenti delle criptovalute. Scrive in una nota la guardia di finanza «Attraverso la sua condotta illecita, il “promotore” – anche mediante l’ausilio di altri soggetti compiacenti, parimenti indagati – induceva in errore i risparmiatori attraverso proposte di investimento a condizioni estremamente favorevoli, promettendo loro un rendimento “sicuro” e ingente. La negoziazione degli investimenti in realtà avveniva in assenza delle autorizzazioni previste dal Testo Unico della Finanza (d.lgs n. 58/1998)».

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In tutto era riuscito ad accumulare 500 mila euro di proventi illeciti. Fino a quando sono stati proprio i suoi follower a muovere querela. Sono iniziate così le indagini che hanno accertato che promuoveva abusivamente prodotti, strumenti finanziari e attività di investimento in criptovalute e NFT (non-fungible token) nell’interesse di una società di capitali di diritto italiano e di società di diritto estero (aventi sede in Lussemburgo e in Costa Rica, nelle Seychelles e nelle Isole Vergini), alcune delle quali operanti in territorio nazionale mediante piattaforme di investimento online. Oltre al denaro per evitare altre truffe sono state sequestrati anche i dispositivi di comunicazione elettronica.