Cripto attività

Le criptovalute hanno avuto nel corso degli ultimi anni una grande diffusione, tanto che sempre più imprenditori hanno iniziato ad investire in questo settore che però ancora vive senza un’adeguata regolamentazione e, dunque, si presta ancora troppo spesso a pratiche poco lecite. Cosa fare ad esempio con la dichiarazione dei redditi 2022? Come vanno dichiarate le criptovalute e come vengono tassate?

Criptovalute e dichiarazione dei redditi 2022

Per quanto riguarda le persone fisiche che svolgono attività finanziaria finalizzata all’ottenimento di plusvalenze non è previsto il pagamento di nessun imposta. Ecco dunque che le criptovalute vengono considerate in questo caso come la valuta estera, ma c’è un limite da tenere in considerazione. Qualora infatti nel corso di un anno si sia superata per almeno 7 giorni consecutivi la soglia di possesso di Bitcoin per un controvalore pari a 51mila Euro, l’Agenzia delle Entrate intenderà tale attività come speculativa e chiederà pertanto il pagamento delle tasse sulle plusvalenze. Si ricorda a tal proposito che le plusvalenze vengono generate solo al momento della vendita delle criptovalute, il semplice possesso non è dunque motivo di tassazione. L’aliquota applicata alle plusvalenze finanziarie è del 26% con le stesse che in dichiarazione dei redditi andranno inserire negli spazi loro riservati.

Il discorso cambia nel momento in cui si ha che fare con delle società. Queste dovranno trattare le criptovalute come la valuta estera e non sarà dunque necessario dichiarare quante se ne posseggono, ma andranno segnalate tutte le operazioni che vengono effettuate. La tassazione scatterà solo nel momento in cui vengono create delle plusvalenze con la vendita della stessa.

Il riferimento, in merito alla tassazione delle criptovalute e al loro inserimento nella dichiarazione dei redditi, è rappresentato dalla Risoluzione Ministeriale n. 72 E del 02/09/2016. Con essa l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il Bitcoin è una moneta alternativa a quella tradizionale il cui acquisto o cessione in cambio di Euro è da considerarsi operazione di cambio valuta, quindi non soggetta ad IVA. Per le società che operano con i Bitcoin, gli eventuali guadagni o perdite dalle attività di cambio devono essere dichiarate in bilancio, mentre per i privati se manca la finalità speculativa non vengono rilevati redditi imponibili.