mercati finanziari

Uno studio europeo sull’impairment dell’avviamento (cioè la svalutazione del valore di bilancio degli asset aziendali in seguito ad eventi avversi avvenuti dopo un’operazione di finanza straordinaria), realizzato da Duff & Phelps, divisione di Kroll. L’indagine ha mostrato che, nel 2020, in conseguenza dell’impatto della pandemia, le aziende incluse nell’indice FTSE MIB hanno registrato un ammontare complessivo di impairment dell’avviamento pari a 3,8 miliardi di euro, evidenziando una forte crescita rispetto al 2019, quando il totale aveva raggiunto gli 0,2 miliardi di euro. Si tratta del valore più elevato registrato dalle imprese del Ftse Mib da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 2014. Sempre durante il 2020, le Società italiane dell’indice Stoxx Europe 600 hanno fatto segnare un deciso aumento di impairment aggregati dell’avviamento, pari a 2,4 miliardi di euro rispetto agli 0,2 miliardi di euro del 2019.

In Europa, le svalutazioni complessive dell’avviamento registrate dalle Società dell’indice Stoxx Europe 600 sono aumentate per il terzo anno consecutivo. Nel 2020 sono infatti cresciuti del 49% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 54,1 miliardi di euro, rispecchiando gli effetti negativi della pandemia di COVID-19 sull’economia globale, che hanno penalizzato in modo particolare alcuni mercati europei. Quello dello scorso anno è il livello più alto di impairment dell’avviamento per lo Stoxx Europe 600 mai registrato dal 2012, nel momento più acuto della crisi del debito sovrano.

Nel 2020, le 10 maggiori operazioni di impairment dell’avviamento hanno rappresentato poco più della metà del totale delle operazioni di svalutazione dell’avviamento rilevate sullo Stoxx Europe 600, raggiungendo un valore di circa 29 miliardi di euro.

Enrico Rovere, Managing Director Valuation Advisory di Duff & Phelps in Italia, ha commentato: “In Europa, l’impatto della pandemia di COVID-19 sulle economie dei diversi Paesi è stato molto significativo, portando il valore totale dell’impairment dell’avviamento ai livelli più elevati degli ultimi otto anni. Nonostante questo, l’intervento dei Governi e delle Banche centrali, attraverso l’implementazione di misure di aiuto fiscali e monetarie senza precedenti, ha evitato conseguenze peggiori.”

“Anche l’Italia ha seguito l’andamento evidenziato a livello europeo, registrando una crescita decisa del valore dell’impairment dell’avviamento, sia per quanto riguarda le aziende dell’indice FTSE MIB che per le imprese italiane appartenenti allo STOXX® Europe 600. In particolare, le operazioni di goodwill impairment più significative nel nostro Paese sono state realizzate nel settore bancario, manifatturiero e dell’energia.”

Anche se le Società incluse nello STOXX Europe 600 avranno bisogno di alcuni mesi per consolidare i loro risultati finanziari per il 2021, all’inizio di settembre le 10 maggiori operazioni di impairment dell’avviamento avvenute nei 12 mesi precedenti avevano raggiunto un totale di 5,1 miliardi di euro, registrando una forte contrazione rispetto al valore della top 10 del 2020. I dati indicano che la ripresa post-pandemia è in corso, ma le persistenti difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e le crescenti pressioni inflazionistiche rendono ancora incerte le previsioni.