credito di imposta

Il piano di Transizione 5.0 è stato approvato dal consiglio dei ministri; prevede una serie di crediti a favore delle imprese italiane.

Acquisto di macchinari, robot e software digitali green

Nel complesso è previsto un investimento da 6,3 miliardi di fondi europei del RepowerEu, per progetti di innovazione da effettuarsi nel 2024 e nel 2025 che consentiranno una riduzione dei consumi energetici. L’incentivo riguarda in modo particolare gli investimenti, sia a livello di acquisto o di leasing, dei beni strumentali materiali come macchine utensili o robot, ma anche immateriali come software. L’unica condizione è che vengano utilizzati in progetti che riducano il consumo energetico.

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Il credito di imposta per le energie rinnovabili 

Sulla stessa lunghezza d’onda sono i contributi per le energie rinnovabili per le quali si prevedono contributi fino a 40 mila euro. In quest’ambito è prevista anche l’agevolazione degli investimenti in impianti per l’autoproduzione di energie rinnovabili. In merito ai pannelli fotovoltaici sono ammessi quelli inseriti nel registro Enea, cioè prodotti nell’Unione Europea. I modelli delle due classi con un efficienza a livello di cella più alta godono di un superincentivo purché concorrono al calcolo del credito d’imposta per il 120 e 140%.

Fino a 300mila euro di spese nella formazione

Tra le novità che sono contenute nel piano Transizione 5.0 ci sono le agevolazioni per le spese di formazione nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica. Saranno agevolata fino al 10% e comunque fino a 300 mila euro. Le aziende devono però ricorrere a formatori esterni.

Premiata la terza classe energetica 

Per gli investimenti fino 3,5 milioni di euro per l’adeguamento alle classi energetiche il credito di imposta arriverà al 45% nella terza classe di efficienza energetica, cioè quella che darà i risultati migliori di risparmio.Almeno il 10% per l’unità produttiva o il 15% per il processo. Scende a un credito d’imposta al 40% e al 35% nella seconda classe di risparmio (dal 6 al 10% per unità produttiva e 10-15%) per il processo e nella prima (rispettivamente dal 3% al 6 e dal 5% al 10%). La logica è quella di premiare di più le piccole e medie imprese e non i gruppi.

Piattaforma Mimit per gestire le certificazioni 

Per l’accesso al contributo le imprese avranno l’obbligo di presentare un’apposita comunicazione al ministero delle imprese e del Made in Italia, prima e dopo il completamento degli investimenti. Ma soprattutto dovranno presentare una doppia certificazione di un valutatore indipendente una ex ante sulla riduzione dei consumi e di energia conseguibili e l’altra ex post sulla riduzione dei consumi di energia. Il bonus non scatta in tutta una serie di settori ritenuti non compatibili con i principi Ue a partire dalle attività direttamente connesse ai combustibili fossili e sono esclusi anche i beni oggetto di concessione con regimae tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, della depurazione delle acque e della raccolta e smaltimenti rifiuti.