Credem, aumentano prestiti e raccolta, cala l’utile netto

10.05.2019
 
Il consiglio di amministrazione di Credem, presieduto da Lucio Igino Zanon di Valgiurata (in foto), ha approvato oggi i risultati individuali e consolidati del primo trimestre 2019. 
 
Anche nella prima parte del 2019 il gruppo ha continuato a sviluppare il modello di banca assicurazione che si rivela efficace nella gestione delle necessità della clientela. Credem ha proseguito nel sostegno all’economia del Paese, con i prestiti in crescita del 4,6% per anno, raggiungendo i 25 miliardi di euro.

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Sul calo dell’utile netto (dai 54,6 milioni di euro di marzo 2018, agli attuali 44,9) pesa il minor contributo della gestione finanziaria

Il progresso è avvenuto mantenendo la qualità dell’attivo ai vertici del mercato, con il rapporto tra crediti problematici lordi e impieghi lordi (NPL Ratio) al 4,46%, rispetto al 8,3% della media delle banche significative italiane, ed adottando livelli di copertura ai vertici del sistema (livello di copertura comprensivo dello shortfall al 65,2% sui crediti problematici ed al 83,3% sulle sofferenze).
 
La raccolta complessiva è in progresso dell’1,2% a/a e si attesta a 79,1 miliardi di euro, mentre la raccolta complessiva da clientela è in progresso dell’1,1% a/a e si attesta a 66,9 miliardi di euro, a conferma della fiducia che le famiglie e le imprese italiane continuano ad accordare all’istituto.
 
Si rafforza anche nella prima parte del 2019 la vocazione assicurativa del gruppo con la raccolta assicurativa in crescita del 3,1% a/a a 7,1 miliardi di euro ed in particolare i premi legati a garanzie di protezione vita e danni sono pari a 14,6 milioni di euro e registrano un incremento del +9% a/a.
 
Confermata anche la solidità patrimoniale, stabilmente ai vertici del sistema bancario. Il CET1 Ratio si è attestato a 13,2% con quasi 520 bps di margine rispetto al livello minimo normativo (comprensivo del requisito addizionale SREP assegnato dalla Banca Centrale Europea) pari all’8% (requisito più basso tra le banche italiane vigilate direttamente da BCE).
 
Sono proseguiti anche gli investimenti sulle persone, con 84 assunzioni di cui l’80,9% giovani ed un particolare focus, a livello di gruppo, nell’ambito della consulenza finanziaria e del private banking; sono state inoltre erogate in media nel trimestre oltre 3 giornate procapite di formazione. 
 
Nell’ambito delle attività di welfare cresce la diffusione del remote working utilizzato a fine marzo 2019 da oltre 1.500 persone, il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e pari ad oltre il 34% dell’organico potenzialmente interessato (24,7% dell’organico complessivo del gruppo). Importante è anche l’impegno nell’ambito della prevenzione: per fine 2019 l’obiettivo è di offrire al personale di Credem quasi 4 mila visite mediche gratuite.
 
Nell’area degli investimenti in tecnologia, importanti sono stati quelli informatici per la sostituzione e l’ammodernamento delle principali componenti del core banking per governare e trasformare in opportunità i diversi cambiamenti indotti dall’evoluzione dello scenario competitivo e dalle normative (PSD2).

L’utile netto consolidato si è attestato a 44,9 milioni di euro rispetto a 54,6 milioni di euro a fine marzo 2018 (-17,8% a/a) a causa del minor contributo della gestione finanziaria. Tale valore sconta 11,8 milioni, al lordo dell’effetto fiscale, di contributi ai fondi a supporto della gestione delle banche in difficoltà (fondo di risoluzione).