Così il commercio elettronico farà saltare...il banco dei farmaci senza ricetta

A quattro anni dalla circolare attuativa del Ministero della Salute che nel gennaio 2016 diede il via anche in Italia all’eCommerce dei farmaci da banco, ammontano oggi a 1.145 (6% del mercato) le farmacie autorizzate alla vendita a distanza dei medicinali senza ricetta, su un potenziale di oltre 25.000 esercizi potenzialmente interessati dal fenomeno. Che cosa sta succedendo? Hanno risposto a Economy i tre co-founder di Farmakom: Massimiliano Misseri, Alberto Trussardi e Andrea Mangilli. 

Quali sono le difficoltà e i paletti da rispettare nel mondo delle farmacie e parafarmacie online?

In realtà, la procedura per poter vendere online (per farmacie e parafarmacie) è molto semplice e veloce. Il farmacista che vuole avviare un’attività di vendita online infatti, può farlo già il giorno successivo alla presentazione di una semplice Scia (ovvero una Segnalazione certificata di inizio attività) per iniziare a vendere integratori e cosmetici, che da soli influiscono per l’80% sulla vendita online. Per i farmaci, invece, il percorso è un po’ più lungo perché dopo aver inviato comunicazione alla Camera di Commercio per la Scia  dovrà richiedere all’Ats (Agenzia di Tutela della Salute) la delibera per la vendita dei farmaci Otc online e infine, una volta ottenuta la delibera, bisogna compilare il modulo per il commercio online dei medicinali (a questo link: www.salute. gov.it/FarmaEcomm/salute.gov.it). Dal punto di vista tecnico legislativo, infine, è necessario prestare la massima attenzione al collocamento corretto del logo che certifica l’autorizzazione a vendere online farmaci Otc  sull’e-commerce. Noi di Farmakom supportiamo i farmacisti che vogliono aprire un canale di vendita online anche nelle procedure burocratiche. 

 

Quanto sta crescendo il mercato?

Il mercato sta crescendo a ritmi estremamente rapidi. A oltre cinque anni dalla circolare attuativa del ministero della Salute che nel Gennaio 2016 diede il via anche in Italia all’e-commerce dei sop-otc, ammontano oggi a 1.145 le farmacie e parafarmacie autorizzate alla vendita a distanza dei senza ricetta. Rispetto alla fine del 2019, l’incremento è del +31,5%, dunque in un anno sono 282 in più gli esercizi che possono commercializzare farmaci su internet. E’ l’aumento più consistente mai registrato finora, superiore anche al precedente record del 2018/2019, quando vennero rilasciate 199 nuove autorizzazioni. 

 

Come vi aspettate di portare avanti lo sviluppo?

L’unicità di Farmakom nel panorama italiano di riferimento sta anche nel fatto che il nostro modello di business è volto a condividere il rischio imprenditoriale con i farmacisti che si affidano a noi: infatti investiamo in prima persona nella trasformazione digitale della farmacia offrendo accordi senza costi iniziali, ma lavorando per portare ordini e guadagnando così sulla vendita generata. Avviare un e-commerce significa creare un nuovo ramo di business che richiede strumenti, competenze e strategie perché generi un valore reale. Farmakom fornisce tecnologie, metodi e processi per valorizzare la figura del farmacista sul mercato nazionale, ed è il primo SaaS italiano con questa mission. I farmacisti quindi vengono supportati in tutte le fasi della vendita online. L’e-commerce che hanno a disposizione è completamente integrato al gestionale della farmacia e banche dati del farmaco, è presente poi un e-commerce manager da remoto che aiuta i farmacisti nella definizione delle migliori politiche commerciali per vendere online e infine hanno a disposizione magazzini intelligenti integrati con i principali grossisti del mercato italiano per portare online farmacie con centinaia di migliaia di referenze. Il farmacista può quindi andare online in meno di 24 ore con un modello di vendita auto generativo.  Con tutti questi automatismi, sistemi di sicurezza della piattaforma e intelligenze artificiali, il farmacista può dedicarsi a seguire la propria attività in negozio, poiché siamo noi di Farmakom che ci occupiamo di tutti gli aspetti digitali necessari per sostenere la crescita, rendendo così farmacie e parafarmacie smart store a tutti gli effetti.

 

Nel post-Covid vedremo ancora un aumento di questa modalità d’interazione o si tornerà a un approccio più fisico?

Ormai il digitale è entrato nelle nostre vite e vi resterà. A partire dai primi mesi del 2020 si è registrata un’impennata di farmacie e parafarmacie che hanno richiesto l’autorizzazione a vendere online, probabilmente perché un numero significativo di farmacisti titolari ha voluto far fronte alla diminuzione di traffico legata alla pandemia. Attenzione però a dare al fenomeno la giusta contestualizzazione: il Covid non ha affatto cambiato le carte in tavola, ha soltanto accelerato alcune dinamiche già in corso, che rimandano a un mercato e ad abitudini dei consumatori ormai da tempo in evoluzione. La pandemia, in sostanza, ha solo accelerato questa trasformazione. L’e-commerce rappresenta quindi un passaggio ormai obbligato, non solo per superare l’attuale momento di incertezza e instabilità, ma anche per conquistare un vantaggio competitivo sul mercato di oggi e di domani.

Le potenzialità dal punto di vista del mercato del lavoro sono enormi: ce le vuole riassumere? 

Le potenzialità dell’e-commerce, anche dal punto di vista occupazionale, sono innumerevoli. A dispetto di quanto si possa pensare, infatti, le vendite online attivano un circolo virtuoso di occupazione e formazione permanente, basti pensare alle opportunità di lavoro generate come ai lavoratori diretti assunti dagli e-store, a quelli occupati nell’offerta di servizi accessori per i lavoratori e all’intera filiera di fornitori degli e-commerce stessi. Dal 2007 ad oggi, il settore e-commerce – che include anche i centri di distribuzione e di smistamento – ha generato oltre 360.000 nuovi posti di lavoro, Farmakom ad esempio, per ogni e-commerce che segue genera da 1 a 3 nuove assunzioni in farmacia nei primi anni di vita dell’e-commerce stesso.