Impianto di Arluno

Cos’hanno in comune i grattacieli di Porta Nuova (Torre Unipol in costruzione compresa), l’ex palazzo delle Generali in piazza Cordusio, il nuovo quartiere high tech Cascina Merlata, il business park di via Ugo Bassi a Milano con l’Ospedale San Gerardo di Monza, la residenza sanitaria assistita di Limbiate, il centro commerciale di Roncadelle che ospita Ikea e Auchan? Sono tutti progetti nei quali è stata impegnata Officina della Ghiaia. Ne ha serviti oltre un migliaio nei suoi primi sessant’anni di storia, durante i quali, da semplice (si fa per dire) Cava, quella di Trezzano sul Naviglio, da dove tutto è partito, ha aggregato in un unico gruppo quattro diverse società, collegando e incorporando tutti i segmenti della filiera: scavi, bonifiche del territorio, movimento terra e demolizioni (con soluzioni integrate per lo smaltimento di terre e rocce da scavo), opere di urbanizzazione, smaltimento e recupero di rifiuti (da cantiere e non). Lavora con Cmb, Percassi, Nessi e Maiocchi, Carron.

«Oggi, spiega a Economy Marco Lavatelli (nella foto), amministratore delegato di Officina della Ghiaia, possiamo contare su una rete formata da due cave di estrazione e produzione inerti e da otto impianti produttivi, tutti situati nell’ambito della città metropolitana di Milano, tranne due: uno in provincia di Novara e uno a Lugano, in Svizzera. E ogni impianto ha la propria specializzazione».

A raccontarla in numeri, Officina della Ghiaia ha una carta d’identità di tutto rispetto: si parla di 580 mila tonnellate di rifiuti recuperati e di 750 mila tonnellate di terreno scavato e recuperato, di una flotta di oltre cento mezzi di proprietà e di 150 addetti complessivi. E tutto questo porta a sviluppare un fatturato totale di 50 milioni di euro.

«Il nostro punto di forza, prosegue Lavatelli, è di offrire ai nostri clienti la possibilità di avere un unico interlocutore per tutto il ciclo di operazioni di cui hanno bisogno: e questo è una garanzia in più in termini di efficienza, qualità del servizio, rapidità di esecuzione, rispetto dei tempi e, cosa fondamentale, di un controllo attento e di una gestione razionale dei costi».

Un approccio olistico anche dal punto di vista della tutela ambientale: «Abbiamo posto il concetto di sostenibilità al centro della nostra attività. Una vera e propria parola d’ordine, dice ancora Marco Lavatelli, declinata in modo capillare in tutte le attività del gruppo, in primo luogo per quanto riguarda il riciclo delle materie prime e il loro recupero per nuovi prodotti e nuovi utilizzi: realizzazione di parchi e giardini, produzione di sabbia (tra l’altro, anche per terreni adibiti all’equitazione), prodotti per manto stradale. Questi ultimi, ossia il misto cementato e l’asfalto rigenerato, vanno segnalati anche per il risparmio energetico: entrambi sono ottenuti da miscele di inerti provenienti dal recupero di rifiuti rigenerati, attraverso una lavorazione a freddo, quindi con un consumo ridotto di energia».

Ma la sostenibilità passa anche dall’innovazione: «Negli anni scorsi, i nostri tecnici hanno elaborato un impianto in grado di recuperare al cento per cento il cartongesso, separando la cellulosa (che viene poi inviata al riciclo) dal gesso, che viene recuperato in purezza. Con quest’ultimo abbiamo realizzato e commercializzato un nuovo prodotto, il Sorbène, che è utilizzato come assorbente in presenza di sversamento sulle strade di sostanze scivolose o potenzialmente infiammabili, come olii, idrocarburi, carburanti vari, in caso di incidenti». Perché questo nome? «Da un lato spiega a cosa serve il prodotto, dall’altro conferma, tra le righe, il nostro modo di lavorare: “bene”»!

Restando in tema di innovazione, Officina della Ghiaia ha un altro asso nella manica: Soluzione Massetti. Più che di un’invenzione si tratta di un intelligente metodologia, un know-how, che prevede la produzione e la posa di massetti certificati utilizzando un silos diviso internamente in due sezioni contenenti sabbia e cemento. Grazie a un computer collegato all’uscita del silos, si possono formulare con esattezza valutazioni che normalmente erano affidate all’esperienza di un operaio specializzato, che dosava le componenti in funzione di diversi parametri: umidità, densità, quantità e qualità. Grazie al procedimento di Soluzione Massetti, si guadagna quindi in precisione e si risparmia in manodopera (invece di tre addetti ne bastano due) con, oltre a tutto, maggiore sicurezza operativa.    

E se i primi sessant’anni del gruppo sono stati questi, quali sfide riserva invece il futuro? «Dopo avere lavorato per tanto tempo al servizio del comparto delle costruzioni, risponde Lavatelli, abbiamo deciso di compiere un passo importante, entrando da protagonisti nel mondo dell’edilizia. Una società del gruppo, Sca.Ma Strade, sta realizzando le prime due opere: una torre residenziale di sette piani composta da trenta unità abitative, a Busto Arsizio, in provincia di Varese, e un residence di 24 appartamenti a Desenzano sul Garda, in provincia di Brescia».