Roma, 12 aprile 2022 Nella foto Valeria Sandei Amministratore Delegato di Almawave

L’intelligenza artificiale, grazie alle interfacce conversazionali, rende gli strumenti digitali più accessibili non solo agli utenti e ai clienti, ma anche alle Pmi che non dispongono di professionalità specializzate. Parola di Valeria Sandei, Amministratore Delegato di Almawave, società italiana quotata sul mercato Euronext Growth Milan e parte del Gruppo Almaviva, attiva in ambito Data & Artificial Intelligence. Almawave, che ha aumentato i ricavi nel 2023 a 57,5 milioni di euro e l’Ebitda a 14,4 milioni, con una crescita del 20%, occupa oltre 400 persone in sei sedi italiane, due in Brasile e una negli Usa. In questa intervista a Economy Sandei annuncia l’accordo con Cineca, il Consorzio Interuniversitario hosting entity per il Ministero della Ricerca del supercomputer Leonardo nella rete EuroHpc, per lo sviluppo di Velvet, un modello di linguaggio di grandi dimensioni (Llm) in grado di ottenere la comprensione e la generazione di linguaggio, proprio come Gpt di OpenAI, cervello di ChatGpt.

Cosa può fare l’intelligenza artificiale (AI) per le Pmi?
Le piccole e medie imprese operano in mercati molto eterogenei, e ogni settore ha le proprie sfide e opportunità. L’AI è uno strumento per riuscire in maniera semplificata a interagire con un’audience più vasta di potenziali utenti o clienti, a comprenderne dinamiche e esigenze, a posizionare prodotti, a gestire efficacemente e rapidamente i contenuti dei prodotti e renderli fruibili in tante lingue in pochi istanti. Quindi in prima battuta rende più semplice e più efficace l’azione che le imprese devono portare avanti per costruire il proprio mercato di riferimento. Poi in funzione dei differenti settori ci sono varie specificità.

Per esempio?
Pensiamo al comparto del turismo, tanto importante nel nostro paese: l’AI aiuta a capire la percezione degli utenti, le dinamiche dei flussi, il posizionamento della concorrenza. Riuscire a interagire in modo sempre più efficace con gli strumenti digitali a disposizione può diventare una leva competitiva. Più in generale, L’AI rende gli strumenti digitali sempre più semplici, naturali e accessibili: questo è un grande vantaggio per le aziende di dimensioni medie o piccole perché molto spesso non dispongono di professionalità dedicate a questi ambiti. Grazie alle interfacce conversazionali che l’AI può mettere a disposizione queste soluzioni diventano a portata di imprese che non hanno strutture apposite.

I vostri sistemi interpretano il linguaggio naturale: cosa significa esattamente?
Sono in grado di capire quel che viene detto da una persona in forma testuale e o vocale. In questo modo gli utenti possono interagire con i sistemi usando il più semplice degli strumenti umani: la parola parlata o scritta. Questa possibilità, che abbiamo portato avanti in tante lingue diverse, si è estesa a diversi tipi di casi d’uso. Si interroga un sistema per comprendere dei dati, o per avere risposte come cittadino o utente, o per acquisire informazioni all’interno di un’organizzazione, per esempio a scopi di formazione e training. Questo permette a tutti di accedere in maniera molto semplificata a quelle informazioni, ottenendo risposte che danno una visione esaustiva rispetto alla domanda posta. Si tratta di una rivoluzione copernicana: prima per accedere a un sistema si doveva sapere come era fatto, come navigarlo, che cosa cercare in maniera molto puntuale. Invece adesso il baricentro diventa l’utente: una stessa domanda viene espressa in modo differente da diverse persone, ma tutte possono accedere alle informazioni.

Ci fa un esempio concreto?
Abbiamo realizzato per l’Inps un sistema basato su un agente conversazionale o chatbot intelligente, in grado di interrogare le informazioni derivando dati corretti per capire se si ha diritto a determinate prestazioni o meno. Credo sia un esempio di abbattimento delle barriere, di accessibilità e democratizzazione delle informazioni. Oggi si può, indipendentemente dalla propria formazione, capire se si ha diritto a una prestazione o meno, senza essere esperti del sistema o fare richieste molto lunghe e complesse. Certo c’è un luogo comune da sfatare.

Quale?
Secondo la narrativa, basta utilizzare l’AI e magicamente si semplificano e migliorano tutti i servizi: non è così. Quando ci si trova a dover interagire con contenuti, normative e procedure articolate, questa opportunità tecnologica va inserita e collegata a uno specifico ecosistema. Dobbiamo sempre pensare che per arrivare a un risultato finale soddisfacente e utile le cose da mettere in fila sono tante: una di queste è la tecnologia, ma non è l’unica. È tutto il sistema che si deve adeguare e seguire questa opportunità di innovazione. Bisogna inoltre ricordarsi di un altro aspetto fondamentale.

Prego.
Usare questi modelli non è una sfida avulsa da tutto il resto. Almawave ha investito negli anni su una pluralità di tecnologie di AI che, se opportunamente combinate, permettono di arrivare al risultato finale. Queste tecnologie vanno inserite all’interno di architetture informatiche diverse, più complesse, combinate con tecniche di cosiddetta AI simbolica, che partono da altri tipi di concetti di gestione dei contenuti. Il nostro punto di forza non è solo il fatto di avere un modello adatto al nostro contesto, ma anche la disponibilità di tutti gli altri elementi che consentono di portare a compimento quel che ci si propone nei diversi ambiti di riferimento.

Con quali ambizioni nasce il progetto Velvet?
Siamo di fronte a un’epoca di grande trasformazione e opportunità in tutti i comparti della nostra economia. Queste tecnologie sono solo all’inizio del corso evolutivo, sono un ambito su cui creare know how, competenza, la base per uno sviluppo futuro. Se questo è vero, come italiani ed europei, riteniamo di dover essere attori di questo scenario. Questa iniziativa punta a creare un modello articolato rispondente alle caratteristiche culturali del nostro paese, focalizzato sulla lingua italiana. Ma non solo: è anche multilingua, con altre lingue più distanti come il portoghese brasiliano e lo swahili perché rappresentano aree dove abbiamo già sviluppato diverse iniziative di AI, e riteniamo che ci siano possibilità di evoluzione importanti. Velvet è inoltre multimodale, consente di interpretare e gestire testo, audio e immagini, e open source. Rilasceremo il modello secondo le prassi di quel tipo di software.

Velvet è un LLM (modello di linguaggio di grandi dimensioni) fondazionale: che significa?
Sarà alla base di altri modelli sviluppati successivamente, verticali e specifici dei diversi comparti: ci sono settori che hanno caratteristiche proprie molto forti che possono beneficiare di addestramenti più mirati per diventare ancora più performanti e sempre più aderenti a dare risposte corrette ed efficaci nel proprio contesto di riferimento. Usare modelli magari potentissimi ma estremamente diversificati in termini di fonti di addestramento può essere meno efficace nel contesto di riferimento nel quale lo si voglia applicare in maniera specializzata. Avendo realizzato centinaia di progetti di AI su dati e domini di settori quali PA, trasporti, sanità, turismo, green transition, finance, riteniamo di avere tutte le caratteristiche per poter essere validi partner. Sono entusiasta di avviare questa collaborazione con Cineca, eccellenza internazionale nell’innovazione sui più avanzati sistemi di calcolo. Questa partnership guarda lontano e ci porterà alla realizzazione di tecnologie IA altamente strategiche.

Tecnologia «alla pari»
Almawave, insieme alla capogruppo Almaviva, ha recentemente ottenuto da Dnv la certificazione sulla parità di genere. «In tutte le sue forme la varietà di prospettiva è un valore» commenta l’a.d. di Almawave Valeria Sandei. «Ancor più nel mondo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale dove si sta disegnando un futuro che riguarda tutti e che necessariamente dovrà essere il più possibile inclusivo e rappresentativo. Per questo è sempre più importante che le donne comprendano il potenziale del digitale e partecipino a questo processo con un ruolo attivo, mettendosi in gioco per contribuire a costruire un mondo paritario». Non solo una dichiarazione d’intenti ma una concreta realtà: per fare un esempio, in un settore polarizzato sulla presenza maschile la responsabile Engineering di Almawave è una donna.