Anno 1973, le prime domeniche dell'austerity (Foto Novecento.org)

Scatta da oggi il nuovo regolamento Ue contro gli sprechi dei consumi di luce e gas. Ecco come cambierà la vita degli italiani. A breve saranno in onda le nuove pubblicità Rai.. e le promesse del ministro Cingolani.

 

Mentre si registrano i primi segnali di inversione di tendenza sul caroprezzi, scatta oggi il piano Ue per ridurre i consumi energetici. Ufficialmente è entrato in vigore il regolamento dell’Unione europea contro gli sprechi. Comincia il nuovo capitolo austerità, che un po’ ci ricorda gli anni 70 del Novecento all’insegna dell’austerity.

 

Cosa significa austerità

(o austerity)

Il termine austerity (o austerità) indica un periodo della storia a cavallo tra il 1973 ed il 1974, durante il quale molti governi dei Paesi occidentali, compreso quello italiano, furono costretti ad emanare disposizioni volte al drastico contenimento del consumo energetico, in seguito alla crisi petrolifera del 1973, innescata dalla guerra del Kippur, quando Egitto e Siria attaccarono Israele. Gli eventi bellici determinarono un brusco aumento del prezzo del greggio e dei suoi derivati. Di quel periodo, si ricordano le città italiane deserte, i viaggi in auto a targhe alterne e le strade percorse da numerose biciclette.

 

La nuova austerità

Il nuovo regolamento Ue impone agli Stati membri, compresa l’Italia, politiche improntate sul risparmio energetico e sui tagli per contenere sprechi.

In Italia, questo nuovo percorso sarà avviato dalle campagne pubblicitarie a breve in onda sulle reti della televisione pubblica Rai e promosse dal governo italiano. Lo slogan è già pronto: “Consumiamo l’energia in modo intelligente. Salva il pianeta, aiuta il Paese e fa risparmiare”. La campagna di comunicazione e sensibilizzazione del governo è stata curata dall’Enea e dal dipartimento per l’informazione. I messaggi conterranno 5 consigli per risparmiare sul consumo di luce e gas.

 

Un piano in 3 fasi

La fase 1 entrerà nel vivo tra non molto. L’Italia dovrebbe tagliare del 7% i consumi, ma gran parte dell’eventuale successo di questa nuova “austerity” dipenderà dalle scelte degli amministratori locali.

L’obiettivo della fase 2 è risparmiare 4 miliardi di metri cubi di gas per il prossimo inverno. Per farlo, bisognerà diminuire di 2 gradi la temperatura dei termosifoni pubblici e privati, e tagliare le ore di accensione dell’illuminazione pubblica (probabilmente saranno spenti edifici pubblici e monumenti a notte fonda).

La fase 3 sarà attivata solo in caso di emergenza e prevede la riduzione della temperatura dell’acqua calda delle docce e i consumi di luce in abitazioni e negozi. Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che da poco ha ricevuto la benedizione del capo della Lega Matteo Salvini, esclude categoricamente che si possa arrivare alla fase tre. Vedremo, anche perché per ora siamo nella più delicata delle fasi di questo Paese: quella delle promesse elettorali. E per quelle, non si bada a spese.