Nelle commissioni parlamentari non sono previsti numeri fissi. Tuttavia queste devono rispettare il più possibile la consistenza numerica dei gruppi. Nelle commissioni del senato la maggioranza ha in media solo 2,6 voti di vantaggio sull’opposizione.

A novembre camera e senato hanno definito la composizione delle commissioni parlamentari. Tra queste le commissioni permanenti sono chiamate a valutare le proposte di legge prima che queste arrivino in aula per l’approvazione. E’ qui che si cercano convergenze politiche, sempre qui una solida maggioranza è fondamentale per agevolare i disegni di legge.

L’alleanza composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati ha ottenuto una vittoria ampia alle elezioni ma analizzando la composizione delle varie commissioni emerge come, soprattutto al senato, i numeri di vantaggio non siano tanto ampi. Tuttavia gli equilibri cambiano da una commissione all’altra.

A  seguito del taglio dei parlamentari, il senato ha ridotto le proprie commissioni permanenenti da 14 a 10 la camera non lo ha ancora fatto.

Nella commissione giustizia, per esempio, abbiamo 1 voto di scarto tra maggioranza e opposizione.

Il fatto che i margini siano così ridotti potrebbe anche non rappresentare un problema. Ci sono infatti dei temi su cui la maggioranza appare più coesa. Il più delle volte sembra improbabile un rischio di spaccature. Per la commissione bilancio dove le 4 forze della maggioranza hanno obiettivi e sensibilità diverse la cosa cambia perché lo scarto è di soli 2 voti e l’apporto di Lega e Forza Italia è indispensabile.

Questa dinamica incide sugli equilibri della maggioranza. Sulla legge di bilancio, la presidente Meloni ha infatti già lanciato delle aperture verso un dialogo con Carlo Calenda.

Una situazione complessa potrebbe rivelarsi anche all’interno della commissione del senato che si occupa di affari esteri e difesa.in quanto Lega e Forza Italia hanno manifestato sensibilità differenti nel confronti del tema Russia. 

In sinmili contesti bastano anche leassenze per malattia possono rivelarsi rischiose per la coalizione. 

La situazione alla Camera

Alla camera nelle commissioni i numeri della maggioranza sono solidi a parte la commissione cultura e istruzione, in cui il margine è di soli 3 voti. Sono comunque il 50% le commissioni della camera in cui la Lega può essere l’ago della bilancia. È così all’interno delle commissioni:

  • affari costituzionali;
  • esteri;
  • trasporti;
  • finanze;
  • cultura (qui anche i voti di Forza Italia sono decisivi);
  • lavoro;
  • affari sociali.

Ovviamente in caso di una rottura politica che veda l’uscita dalla maggioranza di tra Lega o Forza Italia è al momento un’ipotesi remota ma se si verificasse l’esito non potrebbe che essere la caduta del governo