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Gli ETF, Exchange Traded Fund, sono panieri di titoli venduti in borsa e creati da gestori professionisti che sono molto apprezzati dagli investitori (anche piccoli risparmiatori) in quanto permettono di creare un portafoglio diversificato. Il meccanismo che sta alla base degli ETF è simile a quello dei fondi comuni di investimento gestiti in modo passivo, ovvero senza un gestore umano a decidere modalità e proporzione dell’investimento. Ecco dunque che il valore degli Exchange Traded Fund si otterrà seguendo le quotazioni azionarie di un indice o di una materia prima. Cerchiamo dunque di capire meglio cosa sono gli ETF, quali sono i loro vantaggi e quali gli aspetti da tenere in considerazione.

ETF, cosa sono

Una volta compreso a grandi linee a cosa si fa riferimento quando si parla di ETF, è bene sottolineare che, rispetto ai fondi comuni, questi hanno un costo decisamente inferiore per quel che riguarda la gestione. Solitamente tale spesa è nell’ordine dello 0,10% annuo sul capitale investito per gli ETF, con la percentuale che sale invece all’1% nel caso dei fondi tradizionali. E i rendimenti degli Exchange Traded Fund? Per rispondere a questa domanda si fa riferimento al NAV, Net Asset Value, pari alla differenza tra il valore delle attività e le passività del fondo rapportata al totale delle quote in circolazione.

Quando si parla di rendimento di un ETF è bene poi andare a fare una necessaria distinzione tra ETF ad accumulazione e ETF a distribuzione. Nel primo caso avremo i dividendi incassati dal gestore del fondo che vengono reinvestiti nello stesso prodotto, mentre nel secondo caso i proventi verranno distribuiti dai gestori nel rispetto della periodicità prevista.

Scegliere di investire in ETF permette, anche al piccolo risparmiatore, di poter puntare su molti indici che difficilmente da solo avrebbe potuto raggiungere. Si tratta di: indici obbligazionari (titoli di stato o titoli di società private dell’area euro e non); indici azionari rappresentativi di singoli mercati e di intere aree geografiche; indici azionari dei mercati emergenti; indici azionari settoriali; indici di materie prime; indici azionari style; indici di società immobiliari e di private equity. Ma l’offerta non si ferma qui, con gli ETF che continuano ad aumentare spinti soprattutto dai loro bassi costi di gestione. Un esempio più recente è rappresentato dagli ETF criptovalute.

Cosa sono gli ETF, vantaggi e svantaggi

Tra i principali vantaggi offerti dagli ETF c’è sicuramente il basso costo di gestione non legato alla performance accompagnato dall’assenza di commissioni di ingresso e uscita. E ancora, gli Exchage Trade Fund creano un patrimonio autonomo dall’emittente, possono essere usati per pagare dividendi e sono tassati, in maniera armonica, al 12,5%. Inoltre, si tratta di uno strumento finanziario estremamente liquido, scambiabile in tempo reale.

Ai vantaggi si affiancano però anche dei lati negativi degli ETF che risiedono soprattutto nei rischi legati a questo strumento. Anche in caso di importante diversificazione per ridurre i rischi, gli Exchage Trade Fund sono strettamente legati al sottostante che, però, potrebbe anche non performare nel modo sperato e portare a dalle perdite.