Cosa significa rating bancario (1)

Quando si parla di rating bancario si fa riferimento al giudizio espresso dalle banche in merito all’affidabilità di un’impresa. Si fa nello specifico riferimento alla sua capacità di restituire un prestito nell’arco di tempo stabilito in fase di contrattazione. Ecco dunque che la valutazione espressa dalla banca sarà la sintesi delle informazioni quantitative e qualitative richieste dall’istituto di credito su un’impresa.

Che cos’è il rating bancario

Il rating bancario rappresenta un vero e proprio salvagente per le banche che prestano soldi alle imprese, in quanto va a misurare la solvibilità di un cliente. Il rating viene espresso solitamente facendo riferimento ad una scala crescente di rischio di default dell’impresa, dal livello più basso (rischio di default alto, ad es. indicatore C o D) al livello più alto (rischio di default estremamente contenuto, ad es. indicatore AAA).

A cosa serve il rating

Oltre che agli istituti di credito, il ranting bancario serve molto anche alle imprese che, con questo parametro, possono valutare in maniera sintetica il proprio stato di salute. Avere un buon rating, infatti, vuol dire poter contare su un maggiore (e migliore in termini di condizioni) accesso al credito; richiedere, discutere e ottenere migliori condizioni bancarie; non dover richiedere garanzie personali e consortili, quindi essere autonomi a seguito di un rating bancario che, quando buono, è indicativo della solvibilità dell’impresa.

Infine si ricorda che essendo terminati i periodi in cui un prestito bancario veniva concesso spesso in base ad un rapporto di fiducia tra l’imprenditore e il direttore della banca, il rating assume un ruolo cruciale nella tenuta dell’intero sistema dei prestiti.

A cosa serve il rating di legalità

Poniamo ora l’attenzione sul rating di legalità, ovvero della valutazione posta in essere per le imprese ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario. Si tratta di uno strumento attivo dal 2012 e che riguarda le imprese italiane che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni. Il suo scopo è quello di promuovere l’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un riconoscimento. Quest’ultimo viene misurato in stellette che indicano il grado di rispetto della legalità e l’attenzione riposta nella corretta gestione dei propri affari. Un maggiore livello riconosce delle agevolazioni all’imprese che fanno ricorso al finanziamento pubblico. L’attribuzione viene messa in atto dall’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La valutazione espressa ha durata di 2 anni ed rinnovabile su

Qual è la scala di valutazione di Moody

Quando si parla di rating non si può non menzionare la Moody’s Corporation, agenzia di rating privata con sede a New York e che ha l’obiettivo di produrre ricerche di tipo economico-finanziario con analisi dell’andamento di specifici settori commerciali nei quali possano operare soggetti imprenditoriali privati e/o statali. In seguito alla ricerche, Moody’s assegna un rating che misura la capacità di un qualsiasi soggetto di restituire crediti ricevuti. Il rating assegnato da Moody’s è in grado di determinare le scelte dei Governi nazionali in materia di economia.