flat tax

In Italia si è tornato a parlare di flat tax, con le forze che compongono la maggioranza di governo ancora divise su un tema che interessa milioni di cittadini. Nello specifico la Lega di Matteo Salvini vorrebbe estendere l’attuale forfettario di 65.000 euro fino a 100.000 euro con un aliquota sostitutiva del 15%. La proposta crea agitazione nell’esecutivo, con altre forze, come il Pd di Enrico Letta, che invece spingono per una maxidetrazione.

Flat tax fino a100.000 euro, cosa vuol dire

Prima di addentrarci nelle dinamiche governative, è bene chiarire cosa si intenda per flat tax e come questa venga oggi applicata in Italia. La flat tax rappresenta una misura fiscale che, contrapponendosi ad un sistema di tassazione progressivo Irpef con aliquote a scaglioni dai quali sottrarre le detrazioni per il lavoro dipendente, prevede un’imposizione fiscale comune per tutti coloro che si trovano sotto una determinata fascia di reddito stabilita dalla legge.

Attualmente in Italia la flat tax non è applicata a pieno regime, ma è riservata esclusivamente ad alcuni soggetti possessori di partita Iva, autonomi e professionisti. L’aliquota flat tax, dal 2019, è applicata è al 5% per le startup e sale al 15% per i redditi inferiori a 65mila euro. Dal 2020, inoltre, è stata prevista una nuova aliquota del 20% per i redditi compresi tra i 65mila e i 100mila euro annui.

La proposta in fase di valutazione da parte del governo vorrebbe, come detto, un aumento del reddito complessivo per gli aventi diritto alla flat tax fino a 100.000 euro. Sul tavolo delle contrattazioni ci sarebbe anche la possibilità che si estenda questa imposizione fiscale alle famiglie, non lasciandola così riservata alle sole partite Iva. Ipotesi al momento, con il governo che dovrà esprimersi a breve cercando di guardare tanto alle necessità dei lavoratori dipendenti e autonomi, quanto ai delicati rapporti tra le varie forze che sostengono Mario Draghi.