Fisco, all'esame un rientro

Ogni 7 giorni un commercialista deve svolgere un adempimento. Ogni 17 giorni c’è una scadenza da rispettare. Basterebbero questi due dati per far capire quanto sia diventata problematico il rapporto tra fisco e contribuente. Si respira un pesante clima di sfiducia, in cui il cittadino è preoccupato che tra tutte le scadenze e una chiarezza non esattamente adamantina, si finisca per incappare in qualche sanzione anche quando si è svolto tutto correttamente.

Un clima da caccia alle streghe in cui si è inserita una nuova realtà, Filosofia Fiscale: nuove tecnologie che vengono a supporto del contribuente.Si tratta di un servizio in cloud che raccoglie tutta la documentazione attraverso un dialogo con i sistemi gestionali, consentendo un’archiviazione più sicura ed efficace, oltretutto eliminando la carta.

L’idea è venuta a Michela Zampiccoli, giovane commercialista di Trento che ammette senza peli sulla lingua: «Filosofia Fiscale è il tentativo di cambiare un sistema che non è più sopportabile. O la situazione si modifica in tempi rapidi, o forse è meglio iniziare a guardare ad altri lavori». D’altronde non le si può dare torto: l’Agenzia delle Entrate parte dal presupposto che tutti abbiano delle mancanze dal punto di vista fiscale. Un sistema predittivo che, unito a delle norme scritte in modo fraintendibile, dà vita alla tempesta perfetta. Il risultato è che attualmente in Italia ci sono 469mila controversie fiscali pendenti per un controvalore di 31,7 miliardi di euro.

Ma l’idea della Zampiccoli non è soltanto quella di fare “ordine” nelle carte dei cittadini e delle imprese per rendere più facile il lavoro del commercialista.

Filosofia fiscale costa tra i 50 e i 1.500 euro all’anno, ma garantisce un risparmio compreso tra il 70 e il 90% rispetto al passato

Al contrario, «alla base di Filosofia Fiscale – aggiunge – c’è il desiderio di ribaltare i rapporti con le autorità: ad esempio, consentendo a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate di avere accesso a tutta la documentazione fiscale dei contribuenti in tempo reale. Attualmente, infatti, i controlli avvengono su piccole porzioni dell’intera mole documentale ma, spesso e volentieri, a mano a mano che non viene trovato nulla, si estende il raggio d’azione». L’idea è piaciuta talmente tanto che l’Agenzia delle Entrate del Trentino ha avviato una convenzione con Filosofia Fiscale. Un contribuente di dimensioni considerevoli come CAVIT – Cantina Viticoltori del Trentino – riceve già adesso una visita “virtuale” ogni tre mesi da parte delle autorità.

Ma Filosofia Fiscale non si ferma a questo, e ha avviato un dialogo su un duplice binario. Da un lato, per ottenere un riconoscimento a livello nazionale, dall’altro per consentire che i contribuenti virtuosi, che mettono a disposizione la propria documentazione “integrale”, possano godere di alcuni benefici fiscali. Dal punto di vista del riconoscimento nazionale, c’è stato un approccio con il Governo Renzi e, in particolare, con Enrico Zanetti e Luigi Casero. Poi, complice il prematuro addio all’esecutivo, il discorso si è arenato.

Infine, due aspetti degni di nota sono quelli della sicurezza e dei costi. Per quanto riguarda il primo, una codifica a due fattori attraverso la app rende estremamente complicato l’accesso ai malintenzionati. E si tratta di un sistema di archiviazione molto più sicuro di un tradizionale magazzino in cui conservare copie cartacee. Dal punto di vista dei costi, invece, Filosofia Fiscale conviene: mediamente si ottiene un risparmio del 70% rispetto alla gestione tradizionale, con punte del 90%. I costi per i privati sono di circa 50 euro all’anno, che arrivano fino a 1.500 per le aziende di capitale. Riduzione dei costi, riduzione dei rischi, aumento dei benefici e della sostenibilità.