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Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi

Il rinnovo del contratto dei bancari entra nel vivo con un punto centrale sul tavolo della trattativa: la nuova redditività del sistema bancario italiano e il recupero del potere d’acquisto dei lavoratori. È questa la posizione ribadita dalla Fabi durante il confronto con Abi, con il segretario generale Lando Maria Sileoni che ha sottolineato la necessità di costruire il negoziato sulla base dei risultati raggiunti dal settore negli ultimi anni.

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Secondo il sindacato, le banche italiane oggi sono profondamente diverse rispetto al passato: più solide, più patrimonializzate, più efficienti e capaci di generare livelli di redditività mai registrati in precedenza. Un cambiamento che, secondo la Fabi, deve trovare un riflesso anche nel rinnovo del contratto nazionale.

Fabi: “La ricchezza delle banche nasce dai dipendenti”

Nel corso dell’incontro con Abi, Sileoni ha evidenziato come la crescita del settore bancario sia strettamente legata al contributo quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori. “La ricchezza prodotta dalle banche è soprattutto il frutto del lavoro quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori. È per questo che il rinnovo del contratto deve essere coerente con la realtà economica del settore e con i risultati raggiunti”, ha dichiarato il segretario generale della Fabi. Il sindacato sostiene che il confronto non possa prescindere dall’evoluzione economica delle banche italiane e dalla capacità del comparto di generare valore dopo anni caratterizzati da profonde trasformazioni.

La richiesta di aumento da 518 euro

Al centro della piattaforma sindacale c’è la richiesta di un incremento economico pari a 518 euro. Per la Fabi, la cifra non rappresenta una richiesta definita in modo arbitrario, ma il risultato di un calcolo che tiene conto da un lato della perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione e dall’altro della crescita della redditività delle banche.

Il sindacato ricorda di aver sempre affrontato i rinnovi contrattuali con responsabilità, anche nei periodi più difficili per il settore. Durante gli anni della crisi bancaria, infatti, le richieste sono state calibrate sulla situazione economica delle aziende. Oggi, secondo la Fabi, lo scenario è cambiato e anche il confronto con Abi deve tenere conto della nuova fase attraversata dal sistema bancario.

Una trattativa basata su dati e risultati economici

La Fabi ha spiegato di aver presentato una piattaforma costruita su elementi oggettivi e supportata da dati economici. Ogni richiesta, secondo il sindacato, avrebbe una motivazione precisa e documentabile. L’obiettivo è avviare una trattativa concreta, nella quale le proposte vengano valutate alla luce dell’evoluzione vissuta dal settore negli ultimi quindici anni.

“Ci aspettiamo che anche il confronto con l’Abi entri nel merito delle nostre proposte e che ogni risposta sia coerente con l’evoluzione che il sistema bancario ha vissuto”, ha sottolineato la Fabi.