contratti energia

Avevano modificato i contratti dell’energia in modo unilaterale, quando il governo aveva imposto il blocco. Ora un gruppo di società deve pagare i ristori ai propri clienti, che si sono trovati dei rincari (e che magari non se ne sono nemmeno accorti). Si conclude così una lunga istruttoria (iniziata nel 2023) da parte dell’Agcm, che ha messo nel mirino diversi gestori dell’energia, e che porterà vantaggi a 600 mila utenti, per un totale di 128 milioni di euro che torneranno nelle tasche di microimprese e consumatori. Gli interventi riguardano il mancato rispetto della disciplina sulle modifiche unilaterali dei prezzi di fornitura di energia elettrica e gas. Tra luglio e settembre erano stati chiusi i procedimenti nei confronti di cinque società. La stessa autorità aveva sanzionato sei società energetiche per oltre 15 milioni. In questo caso i consumatori e le microimprese coinvolti sono 4,5 milioni. Infine, nei confronti di altre otto società non si era invece proceduto perché non avevano dato seguito alle modifiche unilaterali di prezzo già comunicate.

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Cosa prevede la normativa sulle modifiche unilaterali sui contratti dell’energia

Fu il governo a intervenire con una norma ad hoc, secondo la quale le modifiche unilaterali di contratto  dovevano essere bloccate fino al 30 giugno 2023, per correre in aiuto dei cittadini durante la crisi dei prezzi di energia e gas. Ogni fornitore era autorizzato a modificare le condizioni economiche della propria offerta solo alla scadenza della stessa. Alcuni, però, non hanno rispettato questa indicazione e oggi si trovano costretti a erogare i rimborsi ai cittadini che avevano indebitamente corrisposto dei pagamenti di bollette. Si conclude così una lunga vicenda che aveva visto anche un passaggio al consiglio di stato.