di Diletta Talenti
Ogni anno nel mondo vengono movimentati circa 17 milioni di container, ma solo 6 milioni risultano effettivamente utilizzati. Una quantità enorme di risorse potenzialmente riconvertibili, che le container house stanno trasformando in una risposta flessibile e sostenibile alle esigenze abitative, in crescita anche in Europa.
Andrea Prevedello, imprenditore veneto e fondatore di Gr Box Srl, ha trascorso oltre un anno vivendo e visitando numerose container house tra Europa e Giappone. L’obiettivo: capire non solo come si viva davvero in un container, ma anche quali elementi incidano in positivo o in negativo sull’esperienza dell’ospite. La sua indagine sul campo ha rivelato che le case container possono ridurre i costi di costruzione di oltre il 40% rispetto ai metodi tradizionali, con tempi di realizzazione a partire da sole 8 settimane contro i classici 18 mesi. “Oggi la scelta di molti clienti incrocia la proposta di operatori che offrono container house attraverso rendering, foto e preventivi, ma solo l’esperienza diretta permette di capire cosa funziona davvero per l’ospite finale e cosa, invece, rischia di creare problemi nel tempo”, dichiara Prevedello. Da questa osservazione sul campo è nata una proposta orientata soprattutto al settore ricettivo: glamping evoluti, B&B, camping di livello e strutture hospitality alla ricerca di soluzioni distintive, rapide da installare e capaci di offrire un’esperienza memorabile.
I numeri confermano il potenziale del comparto. Secondo le analisi di settore, il mercato globale delle container house valeva 3,5 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe raggiungere i 7,5 miliardi entro il 2033, spinto dalla domanda di soluzioni più rapide e sostenibili. Ogni container riutilizzato per scopi abitativi può ridurre l’impronta di carbonio di 35 tonnellate per progetto, un dato di particolare rilevanza alla luce degli obiettivi di neutralità carbonica fissati dall’Unione Europea per il 2050. “La resistenza italiana all’innovazione nel settore edilizio contrasta nettamente con quanto accade nel resto d’Europa: in Portogallo, per esempio, la costa è disseminata di strutture ricettive realizzate con container, mentre in Spagna sono diventate una soluzione standard per il turismo sostenibile”, evidenzia l’imprenditore.
Visitando strutture tra Italia, Austria, Polonia, Croazia e Giappone, Prevedello ha osservato la differenza tra progetti d’impatto estetico e soluzioni capaci di restare confortevoli e redditizie nel tempo. “In Italia la diffusione di queste soluzioni risulta rallentata da iter autorizzativi che richiedono ancora attenzione caso per caso: la normativa prevede permessi particolari perfino per posizionare una casetta in legno nel proprio giardino. È paradossale che in un Paese con un eccesso di cementificazione, e dopo i problemi del Superbonus 110%, non si faciliti l’adozione di soluzioni costruttive alternative e sostenibili”, osserva. Le applicazioni pratiche vanno ben oltre l’uso residenziale. “Durante la pandemia, per esempio, ho collaborato all’adozione di una soluzione mensa per un noto brand nel settore dell’occhialeria, utilizzando container modificati durante la riconversione di un polo aziendale per la produzione di mascherine. Ecomondo, la fiera internazionale dell’economia circolare, ha scelto i miei container vetrati per i suoi padiglioni esterni, dimostrando come queste strutture possano rispondere a esigenze commerciali e promozionali mantenendo standard estetici elevati. Ma oggi uno degli ambiti più interessanti è proprio quello dell’ospitalità”, afferma.
Il punto decisivo, spiega, non è solo l’estetica ma il comfort reale e l’affidabilità nel tempo: isolamento scarso, cattiva gestione dell’umidità, odori sgradevoli e acustica inefficiente sono aspetti che nelle foto non si vedono, ma che determinano l’esperienza sia dell’ospite sia degli stessi proprietari. “Tanti li costruiscono, solo io li ho vissuti”, sintetizza Prevedello, raccontando il percorso da cui nasce “Housetainer”, un lavoro di ricerca che ha permesso di individuare cosa rende davvero efficace una container house per l’ospite finale, evitando problemi che offerte e fotografie non lasciano intravedere.
Le container house possono rispondere rapidamente a emergenze abitative, creare alloggi e temporary shop o fornire soluzioni per il turismo sostenibile in aree protette dove non è possibile costruire strutture permanenti. “Non si tratta solo di riutilizzare un container, ma di trasformarlo in uno spazio capace di generare ospitalità, valore e affidabilità”, conclude l’imprenditore. “La proposta Housetainer firmata Gr Box per gli imprenditori dell’hospitality è un progetto unico nel settore, che promette qualcosa che va ben oltre un semplice prodotto”.
















