La panoramica stampa quotidiana di Economy

Diario CoVid 

Pass immediato per i guariti” è l’apertura del Corriere, “niente più certificato, basterà il tampone”. File hub per i vaccini, le restrizioni convincono gli scettici, quasi 90 mila in più nell’ultima settimana. “I No-vax che rifiutano l’ossigeno e la vita” scrive Sergio Harari.

“Covid, assenze e ricoveri, allerta negli ospedali” titola La Repubblica, “Il boom del personale contagiato e in quarantena crea problemi all’assistenza sanitaria, preoccupazioni anche nei trasporti. Le difficoltà per certificare la guarigione dei lavoratori. L’appello dei sindacati: dipendenti pubblici tornino in smart working. Scuola, Lega e Movimento5S contro la Dad per non vaccinati: discriminatoria”. La Verità enfatizza: “M5S e Lega contro il ricatto a scuola. Due fronti aperti verso il Cdm di dopodomani, dad è super green Pass per chi lavora”.

La Stampa in prima pagina è sicura: “Via al vaccino obbligatorio per lavorare. Da Dopodomani il governo è pronto alla stretta. Allarme dei reparti pediatrici, in una settimana +46% di ricoveri di bambini contagiati”.

L’apertura del Messaggero è su “Scuola, il rientro può slittare, i contagi spaventano il governo, ipotesi di rinviare il ritorno in aula”. In taglio medio sul quotidiano romano “La spinta decisiva dei vaccini: in un mese evitati 11 mila decessi”. 

“Tamponi, i più cari d’Europa” denuncia in prima il Fatto Quotidiano. Il Tempo invece lancia l’allarme sulla “Guerra delle dosi, crescono le richieste per il richiamo con Pfizer ma nelle scorte sono rimasti soprattutto vaccini Moderna”.

Tutta l’economia che serve 

Opzione nucleare, l’Europa si spacca e in Italia Salvini e M5S litigano” così riporta La Stampa in prima. E Davide Tabarelli scrive: “Ma ora l’atomo è una necessità. Se non ci fosse il nucleare l’Europa da tempo sarebbe finita al buio. È la prima fonte della produzione elettrica con il 25% del totale del 2020. 700 miliardi di kWh provenienti da 120 impianti perfettamente funzionanti e senza emettere 1 grammo di CO2”. Sul tema Carlo Lottieri sul Giornale scrive: “un rebus per salvare le bollette”.

Sulla Repubblica un dossier pensioni: “Così si andrà in pensione nel 2022, aumenti, grazie a inflazione e sgravi”. In taglio basso sempre su Repubblica “Addio BlackBerry, si spegne il gadget amato dai potenti”.

Il Sole-24 Ore dedica l’edizione di oggi alle guide: “Come sarà il 2022 in 157 novità, scadenze e obblighi, manovra, Milleproroghe, riforme e rincari”. In taglio medio sul Sole “crediti fiscali, tetto più alto, tempi lenti” e in basso “Gig worker, in Italia quasi 600 mila addetti”. Sul Messaggero intervista al presidente INPS Pasquale Tridico: “Così la pensione potrà scattare a 64 anni. Assegno unico, operazione straordinaria contro calo demografico, 90 mila richieste nelle prime 48 ore”.

Sul Fatto Quotidiano “Diritti Tv: Il grande flop di Mediaset, Sky e Tim, calcio indispensabile per i broadcaster nazionali, ma i costi sono eccessivi, saltano i bilanci. DAZN solo l’ultima vittima”. Antonio Tajani sul Giornale denuncia: “I prezzi agricoli sono cresciuti del 30% anche a causa della politica di accaparramento perpetrata dalla Cina”. 

La corsa al Colle

Massimo Franco sul Corriere scrive dei veti in anticipo sul Quirinale tra Draghi e i partiti. “Quirinale, adesso Draghi sceglie il basso profilo, domani partono le convocazioni con la data della prima chiamata” riporta Repubblica di spalla, ospitando anche il commento di Linda Laura Sabbadini: “Ecco perché è ora di una presidenza al femminile” . Sulla Stampa “Letta: no al Cavaliere. Il Pd vira su Draghi, adesso serve unità” e sempre in prima “l’appello delle intellettuali: abbiate coraggio, una donna al Colle” e un pezzo di Ugo Magri su “Berlusconi in campo che rompe anche la destra”. Il Giornale critico sull’appello rosa per il Quirinale: “Quanto sessismo” scrive Massimiliano Parente. La prima pagina del Domani è su “Il partito di Draghi: dalla Meloni a Giorgetti, da Gianni Letta al ministro Guerini ecco chi e perché vuole che il premier diventa il nuovo presidente della Repubblica con l’appoggio dell’alta burocrazia e della curia vicino a Francesco: tutte le manovre dei fedelissimi”.

Su tutti i giornali la lite Pd-D’Alema: Enrico Letta irritato con Massimo D’Alema per la frase “è guarito dalla malattia del renzismo”. Il Giornale ci fa l’apertura: “Pd sfasciato, torna D’Alema”.

Per chi ha tempo (gli editoriali) 

“Non mi è mai piaciuto granché l’idea di imporre un obbligo su un vaccino completamente nuovo. Penso che con scelte di politica sanitaria più sagge non saremmo mai arrivati a porci la domanda se rendere la vaccinazione obbligatoria per tutti. (“Le ragioni dell’obbligo”, Luca Ricolfi su La Repubblica).