De Luise: si ridurranno i consumi
PATRIZIA DE LUISE PRESIDENTE NAZIONALE CONFESERCENTI

L’ombra del caro-bollette e dell’inflazione si allunga sul Natale. La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie si tradurrà infatti in una brusca frenata dei consumi: con gli attuali livelli di inflazione la spesa diminuirebbe di 2,5 miliardi rispetto al terzo trimestre 2022, secondo le stime di un report di Confesercenti, che non vede di buon occhio nemmeno il 2023, con un incremento dei consumi che si fermerebbe al +0,6%, a fronte di un’inflazione comunque superiore al 5% in media annua. Una frenata che rimanderebbe a data da destinarsi la ripresa dei consumi. Secondo le stime dell’associazione di categoria a fine 2023, continuerebbero a mancare 28,6 miliardi rispetto al periodo pre-pandemia, con consumi che tornerebbero ai livelli del 2016.

La spesa delle famiglie si ridurrà in modo massiccio

Di questo passo si andrà incontro a un notevole ridimensionamento del benessere delle famiglie, che devono ridurre la spesa e la gamma dei beni e servizi acquistati per far fronte all’aumento dei prezzi di energia e alimentari. Secondo rilevazioni Ipsos per Confesercenti il 73% degli italiani ha difficoltà o non riesce affatto a far fronte all’aumento delle bollette energetiche. E addirittura il 92% prevede di tagliare la propria spesa, a partire da quelle per ristoranti, bar, vacanze e abbigliamento.

A rimetterci anche le imprese, che si trovano schiacciate tra l’aumento dei costi per luce e gas e il rallentamento dei consumi.

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“L’energia è un bene primario che sta alla base dello svolgimento di ogni attività economica. Se questa si trasforma in bene raro, distrugge la rete delle imprese e mette in crisi la coesione sociale”, commenta la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise.

“Dobbiamo subito fare qualcosa – continua la presidente De Luise -. Le prospettive sul futuro di tante imprese del terziario si stanno velocemente deteriorando e mettono a rischio ripresa economica e coesione sociale. Noi stiamo mettendo a disposizione degli associati un plafond per anticipare gli importi delle bollette: ma possiamo farlo solo per un numero limitato di imprese. Serve un intervento del governo: il prossimo provvedimento potrà contare su altri 13 miliardi di euro, e dobbiamo usare queste risorse per dare stabilità alle attività economiche. Abbiamo scritto al Presidente del Consiglio per chiedere non solo un tetto alle tariffe di luce e gas sulla base dei costi medi del 2021, ma anche per mettere a disposizione delle imprese finanziamenti a tasso zero, garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia, con rateizzazioni a 5 anni, per pagare le bollette.  In questo modo basterebbero 6 miliardi di euro, poco più di miliardo l’anno, per garantire fino a 35 miliardi di prestiti senza interessi per oltre un milione di imprese”.