hangover

Che non avessero paura del politically correct si era capito fin dall’inizio, così come l’irriverenza potesse diventare un marchio di fabbrica, al punto di creare un panino che combatte l’hangover. Sfidare le convenzioni è uno dei punti di forza di Burgez, la società proprietaria di vari fast food in Italia, che sta lanciando il panino Rehab, nato per contrastare gli effetti dell’hangover. La nuova proposta sarà disponibile in tutti i 20 punti vendita del brand presenti sul territorio nazionale – da Torino a Napoli passando per Milano e Roma, solo per citare le città più importanti – a partire da giovedì, ma la serata di gala con una stop di 17 ore, di apertura del nuovo punto, sarà in corso Como. La via dei locali milanesi, dove l’hangover è di casa. Il nuovo prodotto, simile a un hot dog, farcito con carne, cheddar cream, cetriolini, cipolla, crispy bacon, jalapeño, senape e ketchup, attende i nottambuli reduci da serate “importanti”. Simone Ciaruffoli e Martina Valentini, creatori di Burgez garantiscono che è “un metodo rapido ed efficace per combattere velocemente i sintomi della sbornia in 30-60 minuti.

come farsi passare l'hangover
Martina Valentini

Il nostro trattamento ti aiuta ad espellere le tossine, a ripristinare i nutrienti persi durante una notte di bevute pesanti e purifica il tuo sistema”. La scritta è riportata sul panino che viene venduto in una confezione nata per l’occasione e che non lascia spazio a dubbi sulle reali funzionalità del nuovo sandwitch.  Nella parte superiore, per essere sicuri di non sbagliare, spicca una grande scritta bianca con il nome REHAB – la B finale riproduce quella distintiva del logo Burgez – e, ai due lati, due croci rosse, a sottolineare ulteriormente il contenuto “medicamentoso” della scatola, protagonista – con una foto simile a quella della famosissima valigetta di Pulp Fiction – della campagna social teaser che precede il lancio del nuovo panino.

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Un successo che parte da lontano e viaggio sul filo della scorrettezza

Simone Ciaruffoli è uno che arriva dal mondo della comunicazione, che vuole dire tutto e niente, fino a quando non si riesce a comunicare quel messaggio che cambia una vita. Nel suo caso la sua, che l’ha portato da quella prima serata in cui aprì il fast food di corso Savona e incassò 144 euro, con 26mila al mese di debiti, a possedere una catena di fast food italiano. “Il successo – racconta nel locale di corso Como – è arrivato grazie una forma di marketing aggressivo e in un certo senso non tipico dell’Italia. Da noi si può fare pubblicità comparativa, ma nessuno la fa. Noi abbiamo iniziato attaccando anche Mc Donald”. Polo di ordinanza arancione, cappellino con il marchio della società e una voce leggera, che fa sembrare l’irriverente imprenditore quasi timido, racconta con orgoglio come la storia del suo marchio “Sia iniziata nel 2012 quando, durante un viaggio a New York, Simone Ciaruffoli riceve in regalo da un clochard originario di Amburgo un prezioso ricettario che aveva ricevuto dai propri genitori in cui si cela la ricetta segreta del miglior hamburger. Nel 2015 i founder di Burgez inaugurano a Milano il primo store in via Savona. Da quel momento i punti vendita crescono – oggi sono 20 in totale, disseminati su tutto il territorio nazionale – e, con essi, anche il personale, al punto che l’insegna, da una piccola struttura qual era in origine, si evolve fino ad arrivare a diventare una realtà affermata con quasi 200 dipendenti”.

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Simone Ciaruffoli