L’andamento complicato dei mercati finanziari ha convinto i risparmiatori italiani ad affidarsi sempre di più ai consigli di un esperto finanziario.

Un’indagine di Schroders rivela che negli ultimi tempi gli italiani sono decisamente predisposti a tralasciare qualsiasi attività finanziaria eseguita “in proprio” per consultarsi con un esperto finanziario che studia i mercati globali e offre consulenza ai propri clienti sulle migliori alternative di investimento, illustrando al cliente vantaggi, costi e rischi di ogni opzione proposta dai diversi istituti di credito. Cresce così il numero di chi vuole confrontarsi con esperti (oltre il 40%), decisamente sopra la media europea (35%) e globale (40%).

Perché gli italiani si rivolgono ai consulenti finanziari

Sono principalmente due i motivi per cui gli italiani sentono la necessità di affidarsi alla consulenza di un esperto; anzitutto la difesa del potere di acquisto dalle conseguenze dell’inflazione cui fa seguito una maggior convinzione di sfidare un mercato complicato e di non facile interpretazione.

Si fa ricorso ad un esperto finanziario anche per non prendere decisioni dettate dall’emotività. La gestione del portafoglio di investimento, da sempre considerato una sicurezza per un futuro tranquillo, resta comunque determinante per il risparmiatore italiano.

Perché si risparmia?

Non pesa solo l’incertezza e la preoccupazione di non avere risorse sufficienti per far fronte ad imprevisti, ma si sente anche l’esigenza di garantirsi più sicurezza, in vista della vecchiaia, e di poter aiutare i figli e i nipoti. Nel primo caso, il risparmio previdenziale raggiunge il massimo negli anni che precedono il pensionamento. Nel secondo caso, quello in cui si pensa agli eredi, il picco capita tra 44 e 57 anni.

Esistono poi altre motivazioni a favore del risparmio: quella legata all’esigenza di una casa propria e quella dettata solo dalla prudenza. La previsione dell’acquisto della prima casa fa accantonare i risparmi soprattutto a persone che hanno tra i 26 ed i 35 anni. Mentre il risparmio cautelativo è alto all’inizio (cioè tra 18 e 25 anni), quando c’è più incertezza sul futuro lavorativo; dopo cala, per riprendere quota oltre i 66 anni, quando si pensa che, da anziani, occorreranno più risorse per occuparsi di se stessi. Il risparmiatore medio sa intuitivamente che non è una buona idea mettere tutte le uova in un solo paniere.

Asset allocation: distribuire il rischio su classi di attività

Ecco perché la maggior parte degli investitori pratica l’arte dell’asset allocation: smistare il rischio tra diverse classi di attività, in modo da non puntare tutto su un unico investimento. Alcune classi di attività si completano a vicenda perché tendono ad avere performance diverse in condizioni economiche distinte, e i fondi comuni sono i prodotti più richiesti per diversificare gli investimenti degli italiani.

Il ruolo dei Fondi

Infatti, quasi 11 milioni di italiani affidano la gestione dei propri risparmi ai fondi comuni, con un investimento medio per l’uomo è di 48.000 euro e per la donna è di 44.000 euro.