Confisca agli oligarchi russi

L’Europa si muove per colpire ancora la Russia dopo che il Cremlino ha invaso l’Ucraina e perdura nel suo attacco al Paese. Nello specifico la Commissione europea ha presentato un piano di confisca dei beni degli oligarchi russi che in questi mesi hanno cercato di sottrarsi alle sanzioni. L’obiettivo del nuovo piano è quello di far si che i proventi derivanti dalla confisca possa essere utilizzati come fondi per ricostruire l’Ucraina. A precisarlo è stato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders in sede di presentazione della proposta: “Noi vorremmo, se fosse possibile, nel caso della guerra in Ucraina, che i Paesi membri mettessero il denaro derivante dalle confische in un fondo comune per aiutare l’Ucraina, iniziando il lavoro di ridare indietro alle vittime le risorse”. Vediamo dunque più nel dettaglio cosa prevede il piano.

Confisca agli oligarchi russi

Il piano della Commissione europea prevedrebbe la possibilità di confiscare beni appartenenti a cittadini russi congelati nell’Ue attraverso l’istituzione di una task force dedicata alla quale verranno dati poteri per congelare i beni e assicurarsi che gli stessi non scompaiano prima della conclusione del procedimento penale. Lo stesso organo potrà recuperare i beni, in un quadro normativo che avrà il principale obiettivo di privare i cittadini russi che detengono beni considerati come illeciti. Agli Stati membri dovrebbe essere concesso di rafforzare le situazioni in cui i beni possono essere confiscati senza condanna, come nei casi di morte o immunità dell’imputato. È inoltre previsto, stando alle dichiarazioni, un piano Ue sulla gestione degli asset, al fine di assicurare che i beni congelati non perdano valore. In tal caso quelli che potrebbero svalutarsi o che sono troppo costosi da mantenere, potranno essere venduti.

“Abbiamo una task force dedicata – ha detto il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis – che si occupa di individuare e congelare i beni appartenenti a cittadini russi sanzionati. Se c’è la possibilità di confiscarli, cosa che dipende dai singoli ordinamenti in materia di diritto penale, possono essere usati per sostenere l’Ucraina”. 

A livello normativo la Commissione intende ricorrere all’articolo 83 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Quest’ultimo prevede che “il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante direttive secondo la procedura legislativa ordinaria, possono stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni”. Ai crimini fin qui previsti, si aggiungerebbe dunque anche quello di violazione del diritto dell’Unione in materia di misure restrittive, ovvero delle sanzioni economiche imposte alla Russia.

Affinché il piano diventi operativo è necessario che il Consiglio europeo adotti all’unanimità, dopo l’approvazione del Parlamento europeo, una decisione sull’aggiunta dell’elusione o della violazione di misure restrittive alle aree di reato di cui all’articolo 83, paragrafo 1, del Tfue.