Carlo Bonomi in Ucraina
Carlo Bonomi, presidente di Confindustria

Confindustria è la prima associazione categoriale d’Europa a essere andata in visita in Ucraina e che ha deciso di impegnarsi in senso concreto nell’aiutare la nazione coinvolta in una guerra che dura ormai  da quattro mesi, aprendo una rappresentanza.

«Sono ore complicate, anche sul piano personale. Ho appena visitato a Bucha la chiesa di Sant’Andrea: lì hanno seppellito 116 persone, sono immagini che ti segnano».

ha spiegato ad “Avvenire” il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

«Ma bisogna guardare avanti, qui ho incontrato 200 bambini sfollati che non hanno nemmeno una scuola. Per aiutarli entro settembre ho preso un impegno personale».

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Primi ad essere andati sotto le bombe

L’associazione di categoria italiana è la prima che ha avuto la possibilità di confrontarsi di persona con il presidente Vladymir Zelensky e  con una serie di ministri.

«Stavolta – ha dichiarato Bonomi – l’Italia ha lavorato di sistema, con lo stesso spirito della missione politica appena svolta dal premier Draghi. Cioè con il pensiero che solo con la libertà e la democrazia si può avere uno sviluppo economico e sociale, rispetto al quale le filiere industriali sono un forte traino. E l’ambasciatore Zago ci ha dato davvero un grande supporto».

L’impegno a sostegno del paese invaso dalla Russia sarà quindi di tutta la nazione.

«Gli italiani – osserva Bonomi – sono molto apprezzati. Il Paese ha necessità di sostenere l’economia davanti a un crollo atteso del Pil di almeno il 40 per cento. E nei territori non segnati dal conflitto stanno già ricostruendo tutto. Abbiamo focalizzato molto gli incontri sulle disponibilità delle imprese italiane, fin da subito. Qui hanno bisogno di ingegneri, ma anche di fondi visto che il loro export è bloccato e le entrate fiscali ridotte al lumicino. Noi apriremo una nostra rappresentanza diretta, perché abbiamo necessità di corsie dirette per promuovere progetti congiunti, sbrigare pratiche amministrative, specie nelle future zone franche.