Emanuele Orsini, presidente di Confindustria

Confindustria, Orsini presidente: ieri all’assemblea privata solo 4 i contrari su 789 votanti. “L’unità era un’esigenza perché dopo una campagna elettorale un po’ accesa ne avevamo bisogno. Oggi sono molto contento perché il voto del 99,5% ha dimostrato come il nostro sistema si sia riuscito a ricompattare” ha affermato Orsini, che nel corso dell’incontro con i giornalisti ha delineato gli orientamenti della sua Confindustria. «In Italia il costo dell’energia è pari a 86 euro a MWh contro i 14 della Spagna. Serve sostenere il nucleare, e non solo in campagna elettorale. Se con microcentrali da 100 gigawatt o da 400 come in Germania, questo è da vedere. Definiremo un piano per arrivare con un progetto al confronto con palazzo Chigi» ha affermato Orsini in tema di energia. “Mi auguro che Stellantis mantenga la promessa fatta, di un milione di auto costruite in Italia” ha detto il neo presidente di Confindustria in tema di automotive. Quanto agli incentivi del governo per l’acquisto di nuovi veicoli, “non trovo corretto” – aggiunge – che vadano ad auto prodotte fuori dall’Europa”.

Confindustria, Orsini presidente: mancano i decreti attuativi per Industria 5.0

«Bisogna fare ripartire gli investimenti bloccati dai tassi d’interesse troppo alti e dal fatto che mancano ancora i decreti attuativi per Industria 5.0 nonostante i fondi legati al Pnrr vadano spesi entro il 2026» ha osservato ancora Orsini in tema di industria. «Perché chi sta per andare in pensione non può aiutare i ragazzi a inserirsi nelle aziende?» ha aggiunto il neo presidente, che ha dichiarato di apprezzare il «modello Ghana» lanciato in Friuli Venezia Giulia dalla territoriale guidata da Michelangelo Agrusti: formare lavoratori a casa loro (in Ghana, appunto) per poi farli venire nel nostro Paese già pronti per integrarsi. Secondo Orsini si potrebbero studiare operazioni, grazie anche a capitali pazienti, per garantire ai lavoratori formati che vengono in Italia la casa a 400-500 euro al mese. E questo non solo per gli immigrati, anche per chi si trasferisce da una città all’altra. Il dialogo con i sindacati “serve e deve essere costruttivo. Sul fatto concreto, come il jobs act, penso che sia solo una chiave politica e non un’esigenza del momento”, sottolinea il neo presidente.