Di James Hansen, da “Il Mercoledì di Rochester”

L’Italia è tra i paesi dell’Europa occidentale che hanno meno abbracciato la novità Work From Home. L’argomento non è più tanto di moda rispetto al primo periodo post-Covid e i dati tardano a rispecchiare l’attualità, ma le ultime indicazioni dicono che la percentuale di adulti nel Paese che lavorano da casa sia di circa l’8%.

La pratica si è invece radicata solidamente in Inghilterra, dove il 16% della popolazione impiegata riferisce di lavorare ‘solo da casa’ e il 28% in maniera ‘ibrida’, sia da casa sia spostandosi all’occorrenza per andare in sede per una parte della settimana. Ciò che questi dati non rivelano è che il fenomeno si manifesta con particolare intensità nella Pubblica Amministrazione, dove una buona fetta della PA semplicemente non si presenta quasi mai in ufficio.

Il risultato è una sorta di ‘apocalisse’ amministrativa. Il caso più eclatante è quello dell’HMRC—His Majesty’s Revenue & Customs, il ‘fisco’ inglese—dove, nel corso dell’ultima presentazione delle dichiarazioni dei redditi di fine gennaio, quasi un milione di richieste telefoniche di assistenza alla sua Help Line sono andate a vuoto. Per i fortunati che sono riusciti a parlare con qualcuno, il tempo medio d’attesa ‘cornetta alla mano’ ha superato i 25 minuti.

A luglio dell’anno scorso l’HMRC ha creato una speciale ‘task force’ con lo scopo di tentare di rispondere a un accumulo di oltre 37mila messaggi di corrispondenza rimasti inevasi da oltre dieci mesi. A settembre l’ente è stato costretto a confermare  che due lavoratori ‘ibridi’ su cinque assegnati ai suoi centri distaccati non si erano presentati in ufficio nemmeno una volta nel primo trimestre dell’anno. È stato rilevato che la ‘copertura’ delle sue sedi al momento è più bassa che durante i lockdown COVID. Solo 3mila dei circa 64mila dipendenti HMRC sono presenti a tempo pieno negli uffici durante la settimana lavorativa.

Per quanto il collasso dell’amministrazione fiscale sia il caso più spettacolare, la scarsa funzionalità ‘da casa’ dello stato britannico si rivela a tutti i livelli. Nelle amministrazioni locali—i ‘Councils’—sono emersi centinaia di casi di dipendenti che lavorano ‘from home’ da destinazioni lontane come il Sud della Francia, la Spagna, l’Australia, Dubai, Cipro, il Brasile e gli Stati Uniti.

È difficile che possa succedere qualcosa a breve per raddrizzare la situazione. L’attuale governo ‘Conservatore’ del Paese—al potere da 14 anni—pare andare verso una schiacciante sconfitta nelle prossime elezioni da parte dei ‘Laburisti’: come il nome suggerisce, un partito storicamente vicino ai sindacati e forte sostenitore dei ‘diritti dei lavoratori’…