Legalità e profitto
In foto da sinistra: Sergio Luciano, direttore di Economy Magazine; Massimiliano Mancusi, avvocato, presidente Mancusi Spa; Agostino Re Rebaudengo, presidente Asja Energy Società Benefit e Alessandra Cerreta, avvocato del Foro di Milano, Studio Todarello & Partners

Nel corso dell’edizione 2026 di “Economy-RSM Award. Legalità e Profitto”, l’evento organizzato a Roma da Economy Group con il patrocinio del Senato della Repubblica, i lavori sono proseguiti con una tavola rotonda che ha approfondito il ruolo della compliance come leva strategica per lo sviluppo economico e per la crescita del sistema produttivo. Il dibattito ha preso le mosse dall’evoluzione del rating di legalità, strumento introdotto nel 2012 nell’ambito della normativa anticorruzione e progressivamente rafforzato fino al recente aggiornamento regolatorio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Al centro della discussione, il ruolo crescente di questo indicatore nella valutazione delle imprese, soprattutto per le PMI, e la sua capacità di incidere sull’accesso al credito, sulla reputazione e sulla partecipazione alle gare pubbliche.

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Nel suo intervento, Alessandra Cerreta, avvocato del Foro di Milano, Studio Todarello & Partners, ha evidenziato come il sistema della compliance stia diventando sempre più pervasivo nella vita delle imprese, osservando che “il rating di legalità non può restare un parametro astratto, ma deve tradursi in un vantaggio concreto per chi investe stabilmente in trasparenza e correttezza”. Secondo l’avvocato, il nodo centrale resta quello della capacità del sistema di riconoscere in modo effettivo il valore delle imprese virtuose nei processi decisionali pubblici e finanziari.

Sulla stessa linea Agostino Re Rebaudengo, presidente Asja Energy Società Benefit, ha richiamato l’esperienza del settore energetico e della sostenibilità, sottolineando come “la compliance non sia un vincolo, ma una componente strutturale dell’identità aziendale”. Nel suo intervento ha spiegato come strumenti quali rating di legalità, bilanci di sostenibilità e certificazioni ESG contribuiscano non solo alla reputazione, ma anche alla crescita organizzativa interna e alla formazione delle persone.

Sul piano operativo, Re Rebaudengo ha evidenziato come la complessità delle procedure nei partenariati pubblico-privato rappresenti ancora una sfida significativa per le imprese, con tempi spesso lunghi e processi articolati. Tuttavia, proprio la presenza di sistemi di compliance e certificazione è stata indicata come elemento sempre più necessario per garantire affidabilità nei rapporti con la pubblica amministrazione e con il sistema finanziario.

A seguire, Massimiliano Mancusi, avvocato, presidente Mancusi Spa, ha posto l’accento sulle difficoltà del settore dei lavori pubblici e sulla necessità di rendere più efficaci i meccanismi di premialità. “Dare concretezza al rating di legalità significherebbe trasformarlo in un criterio reale di accesso e non solo in un riconoscimento formale”, ha osservato, sottolineando come la complessità normativa richieda imprese sempre più strutturate e organizzate.

Il presidente Mancusi ha inoltre sottolineato come il rating di legalità potrebbe assumere un ruolo ancora più incisivo se pienamente integrato nei criteri di accesso alle gare e nei meccanismi di premialità, contribuendo così a rafforzare un mercato più trasparente e selettivo. In questa prospettiva, gli investimenti in formazione, certificazioni e governance interna sono stati descritti come elementi che incidono direttamente sulla competitività e sulla solidità delle imprese nel medio-lungo periodo.

A concludere, Ciro Bonajuto, consigliere Regione Campania, già sindaco di Ercolano, ha allargato il campo alla dimensione territoriale, richiamando il legame tra legalità e sviluppo economico locale. Nel suo intervento ha sottolineato che la legalità non rappresenta un costo, ma una condizione necessaria per generare crescita, occupazione e fiducia nei territori, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.