Nella foto: Silvia Vinci, Avvocata - Consigliera Fondazione Campus Lucca

Il 2025 ha segnato il pieno recupero del turismo italiano in termini di presenze e fatturati rispetto al periodo pre-covid. un momento cruciale per affrontare le nuove sfide di un settore in evoluzione.

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Ne abbiamo parlato con Silvia Vinci, avvocata specializzata in acquisizioni e operazioni societarie complesse nel comparto turistico e consigliera della Fondazione Campus Lucca, nata nel 2006 con lo scopo anche di attivare percorsi accademici nell’area del turismo.

Il 2025 è stato un anno positivo per il turismo italiano. Quali le prossime sfide?

Il settore turistico è chiamato a rispondere a una domanda molto variegata, in cui anche la piccola struttura si misura con la concorrenza a livello globale, e che subisce anche i rischi climatici e geopolitici in misura significativa. Le imprese dovranno confrontarsi con almeno tre fattori chiave nel prossimo quinquennio: adeguamento infrastrutturale, adozione di modelli gestionali evoluti, corretta gestione delle risorse umane.

Le infrastrutture sono molto strategiche…

É l’area di intervento più evidente, su cui si stanno concentrando anche le politiche pubbliche, e che necessita di mezzi finanziari elevati. L’ammodernamento è necessario sia per immobili, strutture sportive e di intrattenimento, sia a livello informatico e commerciale, con l’implementazione di canali moderni e funzionali. La sfida non è solo economico-finanziaria, ma anche di corretto posizionamento sul mercato globale.

C’è poi tutto il discorso della governance.

Occorre ripensare la governance. La recente revisione del Codice di Autodisciplina per le società familiari non quotate, offre interessanti spunti di riflessione per il nostro settore, soprattutto in relazione alla gestione dei diversi ruoli – azionista, amministratore, dipendente – ricoperti dai membri della famiglia proprietaria, e al passaggio generazionale, aspetto cruciale evidenziato anche dal recente rapporto dell’Osservatorio AUB. In secondo luogo, le forme di integrazione e collaborazione tra le imprese del settore – alberghi, tour operator, catene, piattaforme, operatori dei trasporti – devono essere gestite consapevolmente e non subite, come spesso accade, nell’ottica di creare sinergie commerciali e operative, con possibili economie di scala. La gestione delle risorse umane merita una riflessione a sè, in un’industria in cui il contributo umano è fondamentale, soprattutto nel rapporto con il cliente finale, il viaggiatore. Occorre in primo luogo ridefinire i profili professionali, arricchendoli di competenze e curandone la formazione. Un percorso formativo adeguato, accademico e/o professionalizzante, prima dell’inizio della attività lavorativa, e il costante aggiornamento professionale sono elementi ormai imprescindibili. Sia per la soddisfazione personale e motivazione di chi decide di lavorare nel nostro settore, per moltissimi versi meraviglioso ma che richiede tanta dedizione e passione, sia per le imprese, il cui prodotto si sovrappone e identifica in gran parte proprio nelle proprie risorse umane. Per fortuna in Italia vi sono esperienze consolidate, quale quella della Fondazione Campus di Lucca, che da un decennio offre corsi post-scolastici professionalizzanti in collaborazione con la Regione Toscana, nonché corsi di laurea specialistici, accompagnati da un career service, che vanta risultati di placement eccellenti, e da prestigiose collaborazioni internazionali. Occorre poi ripensare anche agli inquadramenti economici e al welfare, cercando di comprimere i costi più con la corretta organizzazione del lavoro, che con la sua precarizzazione, che rischia di allontanare dal settore risorse valide, depauperando inevitabilmente l’offerta di prodotto.

Consigli per cogliere le nuove opportunità?

Aprirsi all’innovazione a tutto campo, dall’offerta di prodotto ai modelli gestionali, valorizzare le risorse umane, curandone la formazione e la professionalità, creare e coltivare relazioni proficue con tutti i player, pubblici e privati, attivi nella propria destinazione. Considerata la dimensione spesso piccola delle imprese turistiche in Italia, che non consente sempre lo sviluppo di competenze in-house, il coinvolgimento di professionisti a supporto dell’imprenditore non solo nei momenti di crisi, ma anche e soprattutto in fase di definizione della governance, dei processi aziendali e delle partnership strategiche, diventa imprescindibile per un corretto design dell’impresa stessa – spesso ben pensato dall’imprenditore, ma non pienamente realizzato per limiti di competenze – e per la corretta allocazione e gestione dei rischi.