Gaetano De Vito

Un’organizzazione nuova, indipendente, ispirata ai dettami dell’economia civile e dal pensiero rigenerativo. Lo scopo di Common Home? Assecondare l’edificazione di futuri di prosperità per i territori e le comunità locali e favorire l’affermarsi di innovativi paradigmi di sviluppo sostenibile per la comunità globale. Nel segno, perché no, della Bellezza.

La presenteranno a Roma, il prossimo 23 giugno dalle 9,30 alle 17,30 in un omonimo evento esclusivo patrocinato dalla Regione Lazio e ospitato dal Campus Luiss di Via Pola 12, i due partner della neonata realtà, Assohonding – Associazione di categoria delle holding di partecipazione, e Regenerative Marketing Institute , guidato da uno dei maggiori esperti al mondo nelle strategie di marketing, Philip Kotler.

Quello che si può anticipare è che la sfida raccolta con l’impegno in Common Home da Gaetano de Vito, Presidente di Assoholding, Associazione holding di partecipazione, viene da lui riassunta nell’obiettivo di “dare vita ad un incubatore di imprese “boutique”, capace di un approccio integrato e multidisciplinare alle diverse derive dell’innovazione sociale ed economica, con particolare riguardo a quella digitale, tecnologica, circolare e green, e di favorire e premiare l’affermarsi di imprese emergenti in grado non solo di mettere a terra idee, ma anche di disegnare nuove visioni del mondo, guidate dalla Bellezza”.

Già attraverso il lavoro dell’Associazione De Vito aveva manifestato precipuo interesse verso le piccole imprese, dimostrando come il modello holding non fosse idoneo solo per i grandi gruppi, ma un eccellente strumento anche per le realtà minori, che peraltro costituiscono la maggioranza nel tessuto imprenditoriale del nostro Paese. “Con Common Home lo sguardo va anche alle imprese di famiglia, con l’idea di agevolare il trasferimento generazionale attraverso l’insegnamento della governance nelle startup per poter preparare i giovani a gestire le aziende ricevute in eredità”.

Common Home intende inoltre coniugare, nella sua attività anche di supporto ai giovani talenti, sempre secondo De Vito, “la vocazione imprenditoriale con quella di startupper, con sicure ricadute di alto valore sociale, per diverse ragioni. Perché un imprenditore formato in un tessuto imprenditoriale di Pmi come quello italiano potrebbe facilmente raggiungerebbe il risultato di incrementare l’occupazione. Perché un imprenditore formato a perseguire la sostenibilità in modo autentico e in adesione ai criteri ESG fin dalla governance della propria impresa è capace di attenzione e rispetto ai temi dell’inclusione e della parità di genere, per esempio. Magari attraverso la creazione di comitati, sia endoconsiliari che non, ma che coinvolgano gli stakeholders, così da permettere all’organo amministrativo di adottare le decisioni migliori, in modo informato ed approfondito, soprattutto su materie particolarmente delicate come le relazioni con e tra i dipendenti e le rispettive retribuzioni, il controllo dei rischi (anche reputazionali), quello degli investimenti e quello dell’attività di ricerca, sviluppo e innovazione”.

Common Home è un’organizzazione creata – di qui anche la scelta di un partner come il Regenerative Marketing Istitute, il cui marketing rigenerativo teorizzato dal suo fondatore, Philip Kotler, si propone, per definizione, di portare maggior benessere per le persone, valorizzando le potenzialità di un territorio oltre i propri confini, dandone visibilità globale e nel contempo aiutando attività commerciali e imprese locali a creare nuova occupazione – per offrire un contributo attivo, tangibile e significativo per la costruzione di un futuro in cui il purpose delle imprese sia motore di prosperità per le comunità, nel segno dell’agire sostenibile. Lo fa impegnandosi nella strutturazione di percorsi di advocacy e d’influenza che orientino agende globali, locali e di settore coinvolgendo leader, decision maker e change maker del mondo accademico, politico, economico e culturale e naturalmente imprenditori, professionisti e operatori del sociale. In una proficua collaborazione tra pubblico e privato alla ricerca di sinergie virtuose verso nuove strutture sociali humanity compliant dove la legge della vita e quella degli uomini cooperino armonicamente per lo sviluppo dei talenti e della felicità. Nel segno della Bellezza, si diceva. Bellezza come cura, gusto, direzione, ad orientare le scelte e generare, così, autentico valore.