Commissario europeo

Daniele Franco, Roberto Cingolani e Vittorio Colao, ecco chi sono i tre papabili a ricoprire il ruolo di commissario che potrebbero piacere a Giorgia Meloni. Naturalmente l’Italia punta a un ruolo in ambito economico, che non sia quello che ricopre ora Gentiloni al Pnrr. Almeno uno dei tre nomi (Daniele Franco ex ministro del governo Draghi) anticipati  dalla stampa circola da tempo, ma anche gli altri due hanno qualcosa in comune. Sono tutti vicini all’ex presidente della Bce. Cingolani fu ministro dell’ambiente nel suo governo e Colao è stato a Capo di Vodafone. Pur di riuscire a portare qualcuno in quel ruolo Meloni è disco il suo sostegno a Ursula von der Leyen. L’obiettivo sarebbe anche quello della vicepresidenza.

Obiettivi Italiani: dossier economici

L’Italia punta principalmente sui dossier economici. L’obiettivo non è tanto il portafoglio attualmente guidato da Paolo Gentiloni, che si occupa dell’attuazione del PNRR e del Patto di Stabilità, quanto piuttosto settori come l’industria, con un particolare interesse per la difesa, la transizione digitale, o una delega alla competitività. Quest’ultima posizione sarebbe strategica per gestire il piano di investimenti che potrebbe essere avviato durante la prossima legislatura.

Un ruolo non troppo politico per il commissario europeo

Tuttavia, due avvertimenti sono stati recapitati a Palazzo Chigi. Il primo riguarda la scelta di un profilo troppo “politico”, specialmente se proveniente dall’area di Fratelli d’Italia, che potrebbe incontrare resistenza e una possibile bocciatura al Parlamento Europeo. Tutti i candidati commissari devono infatti superare una rigorosa audizione.

Il secondo punto cruciale è il curriculum del candidato. È fondamentale proporre un candidato con il profilo giusto e con una vasta esperienza nelle materie pertinenti. Questo aspetto è ben noto anche al Quirinale, che comprende l’importanza di presentare una candidatura solida per ottenere un portafoglio di tale rilievo. Fonti di Bruxelles, a conoscenza delle discussioni in corso, spiegano che per il momento non si è ancora giunti a una vera e propria trattativa. Tuttavia, la consapevolezza della necessità di un candidato qualificato è già chiara.

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