Come far ripartire il mondo dello sport dopo la pandemia da Covid-19

Il mondo dello sport è stato uno dei settori più colpiti dall’attuale emergenza sanitaria. Se diamo uno sguardo ai roster delle squadre della Serie A di Basket è chiaro che il numero dei giocatori positivi dall’inizio della stagione è significativo. Però c’è un tema da considerare: la grande maggioranza dei giocatori è asintomatica. 

Di certo non è una situazione semplice da gestire, capita di sovente di dover affrontare una serie di partite con il team non al completo e i risultati di tutte le squadre ne risentono. Oggi, purtroppo, non conta solo più l’aspetto sportivo, ma ci sono una serie di fattori, tra cui la paura e i protocolli, che impattano in modo significativo sulle prestazioni.

Sono dell’idea, però, che un nuovo stop debba essere fuori discussione. Lo sport ha un’importantissima funzione sociale perché continuando a giocare regaliamo ai nostri tifosi energie positive e piccoli momenti di svago che alleggeriscono gli effetti della difficile situazione che ognuno sta vivendo.

Per far sì che tutto possa continuare ad andare nel migliore dei modi, però, ci vuole una grande organizzazione. La priorità deve essere quella di proteggere i nostri tesserati monitorandoli costantemente e rispettando pedissequamente le regole.

Chiaramente c’è ancora tanto da migliorare. Ad esempio, sarebbe utile per i club avere laboratori di riferimento che utilizzino lo stesso approccio esecutivo e la stessa metodica nell’esecuzione dei tamponi perché affidandoci tutti a strutture diverse riscontreremo sempre parametri differenti che inevitabilmente potrebbero influenzare l’andamento della stagione.

Sotto l’aspetto economico, invece, tutti i club avranno un decremento pari al 20/25% degli introiti a causa della mancanza dei tifosi nei palazzetti. Tutte le proprietà, infatti, dovranno intervenire per ripianare i bilanci tramite la propria liquidità oppure tramite il coinvolgimento di nuovi sponsor. 

Sotto l’aspetto mentale per i giocatori l’approccio all’agonismo è diventato assai complicato se consideriamo le anomalie causate dall’assenza di pubblico che, pur creando certamente un danno economico ai Club, sta generando delle anomalie dove i giocatori più in difficoltà sembrano essere quelli sulla carta migliori. La presenza del pubblico porta stimoli e pressioni allo stesso tempo a cui gli atleti reagiscono in modi diversi ma a risentire di questa anomalia sono tutti, allenatori e arbitri compresi che si ritrovano a lavorare in modo diverso e con sforzi mentali differenti rispetto alla normalità pre-covid19.

Purtroppo, anche se siamo il secondo sport più seguito in Italia, i diritti TV non ci aiutano e lo stesso dicasi per il Governo. Infatti, il credito d’imposta per le aziende che investono nello sport, approvato tra le misure della prima ondata, è rimasto ancora senza decreto attuativo.

A livello macroscopico e fiscale, infatti, siamo considerati uno sport professionistico alla stregua del calcio, ma in realtà a livello di introiti ci avviciniamo più al mondo dilettantistico. Nel corso di quest’anno le spese – in particolar modo a causa degli obblighi sanitari – hanno subito un incremento significativo e gli introiti invece non sono cresciuti di pari passo e anzi sono diminuiti a causa della mancanza di tifosi. 

Noi tutti siamo in difficoltà e se non verremo supportati con misure adeguate non è detto che la Serie A possa partire anche il prossimo anno. Sarebbe un danno enorme per tutto il Paese e il Governo dovrebbe intervenire subito con delle misure – come ad esempio una decontribuzione – volte a ridurre le perdite dei club e ad assicurare la sostenibilità futura del mondo del basket in Italia.

Il problema sembra apparentemente momentaneo, o riferito all’emergenza che stiamo vivendo, ma ritengo che il post-covid19 ci darà la vera dimensione dei danni che il nostro sport ha subito e se non consideriamo questa situazione assolutamente negativa come l’opportunità per arrivare ad un cambiamento che porti una riforma complessiva del sistema pallacanestro italiano, credo che l’intero movimento ne subirà conseguenze pesanti o irreparabili. Come si suol dire, c’è un’isola di opportunità in mezzo ad ogni difficoltà e quindi toccherà raggiungerla tutti insieme perché il più grande spreco è sempre la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare, nonostante tutte le difficoltà.