Normativa, tecnologia e nuovi trend hanno solo apparentemente reso il pagamento una commodity. Oggi il pagamento non è solo un trasferimento di fondi: si tratta quindi di identificare, progettare e produrre soluzioni che, a corollario del pagamento, possano creare valore per tutti gli attori all’interno di uno schema consolidato. È quanto emerso al workshop dal titolo “L’embedded finance al servizio dei processi di incasso e pagamento: oltre la Request To Pay”, organizzato da PayDo al Salone dei Pagamenti.

L’evento ha visto la partecipazione di Anna Omarini, Ricercatore Dipartimento di Finanza Università̀ Bocconi e Professore SDA Bocconi School of Management, Marco Folcia, Partner – Financial Services PwC, Giorgio Orioli, Ceo Sella Personal Credit, Carlo Schiavon, Co-founder Sekurest, Marco Sighinolfi, Cfo Bluvacanze, Sergio Zocchi, Presidente Italia Fintech e Donato Vadruccio, Ceo e Founder di PayDo. La relazione tra debitore e creditore, la fruibilità senza limiti, la riconciliazione nativa e l’esito istantaneo sono solo alcuni dei primi contenuti di valore che l’embedded finance può inserire nei processi di incasso. Il workshop è stata l’occasione non solo per presentare un modello innovativo di richiesta di pagamento, ma anche per beneficiare dell’esperienza portata dai manager invitati in considerazione dell’utilità sui diversi ambiti.

PayDo, attiva nel mondo finanziario Europeo, fornisce servizi per la digitalizzazione degli incassi e pagamenti e accesso al contante, innovando l’esperienza per l’utente finale attraverso la promozione della centralità dei conti correnti senza nuove app e/o registrazioni. Dal 2018 la fintech italiana partecipa in qualità di partner al Salone dei Pagamenti. L’edizione di quest’anno è stata un’occasione importante per PayDo per parlare di embedded finance, richieste di pagamento e open banking, aspetti che in questo momento sono centrali nell’innovazione del settore finanziario. In ambito aziendale, grazie alla PSD2, si è stati in grado di creare modelli che precedentemente non erano realizzabili e che hanno facilitato il passaggio ad una digitalizzazione sempre più integrata dei processi aziendali.

«Tra gli esempi virtuosi di servizi nati in questo contesto c’è quello di PlickUp, che permette alle aziende di inviare richieste di pagamento, massivamente, tramite WhatsApp, SMS o e-mail che il debitore paga comodamente dal proprio smartphone scegliendo tra diversi metodi a sua disposizione» dice Donato Vadruccio, Ceo e Founder di PayDo. «Con questa soluzione garantiamo un processo di riscossione snello, con la sicurezza dell’esito real time e con una riconciliazione automatica. Molte aziende, spesso con processi interni meno avanzati, possono beneficiare dall’utilizzo di soluzioni integrate, come PlickUp, che rappresentano un collegamento tra i sistemi gestionali e i processi commerciali. In questo modo, si crea un’efficace sinergia tra l’accelerazione digitale e il miglioramento dei processi aziendali».

La fintech ha anche uno sguardo verso il contante, che, in questi anni di costante crescita dei pagamenti digitali, rimane comunque molto presente nel nostro paese. «Osserviamo un crescente interesse delle banche per i servizi di prossimità alternativi agli sportelli ed ATM, servizi quali il ritiro e versamento che abbiamo sviluppato in partnership con Mooney» aggiunge Vadruccio. Tale servizio permette ai clienti delle banche aderenti di versare e ritirare denaro contante in tempo reale, velocemente, dal proprio conto e tramite l’App della propria banca, presso oltre 45mila punti convenzionati».