Cinque anni di pratiche, attese e rallentamenti amministrativi per arrivare alla chiusura di una delle più complesse operazioni di emersione del lavoro irregolare degli ultimi anni. La regolarizzazione avviata nel 2020 ha consentito a circa 130 mila lavoratori stranieri di ottenere un titolo di soggiorno, con un effetto che non riguarda soltanto colf, badanti e famiglie: secondo i dati definitivi presentati dalla campagna Ero Straniero, nelle casse pubbliche sarebbero entrati circa 370 milioni di euro di contributi.
Una sanatoria partita nel 2020
La misura era stata introdotta con il decreto Rilancio e aveva aperto una finestra straordinaria per far emergere rapporti di lavoro irregolari, soprattutto nell’assistenza domestica e nell’agricoltura. Le domande complessivamente presentate furono oltre 220 mila, ma l’esame delle pratiche si è trascinato per anni, con forti differenze nei tempi di lavorazione tra le diverse prefetture e migliaia di persone rimaste a lungo in attesa di una risposta. I monitoraggi di Ero Straniero avevano già segnalato nel 2024 130.100 permessi rilasciati.
370 milioni nelle casse pubbliche
L’emersione ha avuto anche una conseguenza per i conti dello Stato: i rapporti di lavoro diventati regolari hanno prodotto versamenti contributivi che, secondo i dati definitivi riportati dalla campagna, ammontano complessivamente a circa 370 milioni di euro. È il lato economico di un’operazione nata principalmente per dare una posizione giuridica e lavorativa a persone già presenti e occupate in Italia, trasformando una parte del lavoro sommerso in occupazione registrata e quindi soggetta a contribuzione.
Colf e badanti al centro delle domande
Il lavoro domestico ha rappresentato il cuore dell’operazione. Già nell’ottobre 2024, su circa 201 mila domande allora definite delle oltre 207 mila presentate dai datori nell’ambito principale della procedura, circa 144 mila istanze risultavano accolte; i permessi effettivamente rilasciati risultavano però inferiori, a testimonianza della distanza che per anni ha separato l’accoglimento amministrativo dalla conclusione dell’intero percorso. La vicenda mette così in evidenza anche il peso strutturale della manodopera straniera nell’assistenza familiare e domestica italiana.
Restano 340 mila persone senza permesso
La conclusione della regolarizzazione non esaurisce però il fenomeno dell’irregolarità migratoria. Secondo il dato riportato nel materiale che mi hai fornito, sarebbero ancora circa 340 mila gli stranieri extracomunitari presenti in Italia senza permesso di soggiorno. Il tema si intreccia con il funzionamento dei canali ordinari di ingresso per lavoro: nel rapporto 2026 Ero Straniero rileva che, sulle quote programmate per il 2024, a dicembre 2025 risultavano richiesti 24.858 permessi, pari al 16,9% delle quote, mentre per il 2025 erano 14.349, il 7,9%.















