Coldiretti grano a rischio

In tutto si è trattato di 1,4 miliardi di chili di mais, 434 milioni di chili di grano, 100 milioni di chili di olio di girasole e altri cereali. Questo, secondo i dati forniti da Coldiretti sulla base dei rilevamenti di Divulga, è quanto veniva importato dall’Ucraina e che sarà a rischio a causa del blocco imposto dalla Russia. L’altra faccia della medaglia sarà l’aumento dei prezzi delle materie prime, che si rifletterà di conseguenza sui prezzi a consumo. In questi giorni sono in via di negoziazione i contratti per la prossima stagione dello zucchero, che inizierà a ottobre. Stando alle stime di Bloomberg, i prezzi hanno superato i 1000 euro a tonnellata, che sono più del doppio rispetto al 2022. Negli anni l’Italia ha visto calare progressivamente la propria posizione dominante, perdendo terreno in uno degli ambiti che nei quai aveva una posizione di rilievo. Si è, infatti, passati dai 250mila ettari di barbabietole ai 23 mila di oggi. In soldoni da paese autosufficiente la Penisola è diventato un paese importatore.

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Nel frattempo è calata anche la produzione

La produzione per la stagione 2022-23 è scesa del 12% rispetto a quella precedente e, con 14,6 milioni di tonnellate, è stata inferiore di un milione di tonnellate alle stime iniziali dell’Ue. Di conseguenza anche le quotazioni sono salite. Un chilo d’olio all’origine costa 8,19 euro, +89% rispetto alla stesso periodo di luglio 2022. Alla Borsa di Chicago i future sulla soia continuano a viaggiare spediti verso l’alto e sulla piazza di Bologna è arrivata a costare 496 euro a tonnellata. Si tratta di notizie non positive, perché arrivano in un momento nel quale l’agricoltura sta vivendo comunque un periodo positivo. Le esportazioni agroalimentari nel primo trimestre 2023 superano i 15,6 miliardi di euro (+13,2% rispetto al I trimestre 2022), confermando l’ottimo andamento rilevato nei trimestri precedenti, verso tutti i principali mercati esteri (Polonia + 27,4%, per Francia e Spagna gli incrementi si attestano intorno ai 20 punti percentuali, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). In flessione le importazioni, che raggiungono i 16 miliardi (+12% rispetto al medesimo trimestre 2022) e riguardano tutti i principali fornitori dell’Italia. I prodotti maggiormente esportati sono stati gli ortaggi trasformati, legumi e ortaggi freschi, i lattiero-caseari e i derivati dei cereali. Sul fronte delle importazioni si segnalano i derivati dei cereali, carni fresche e congelate, i prodotti lattiero caseari e i cereali.