Coin, catena retail veneta che opera nei settori dell’abbigliamento, della bellezza e della decorazione d’interni, cerca l’exit strategy per uscire da una situazione di difficoltà economica. Per superare la crisi, l’azienda ha chiesto la “composizione negoziata” della crisi d’impresa, una procedura recentemente introdotta dal Codice della crisi per gestire rapidamente gli squilibri economici e finanziari delle aziende, evitando peggioramenti della situazione.

Coin ha presentato una richiesta alla Camera di commercio di Venezia, dove ha la sua sede legale, per la nomina di un esperto indipendente, probabilmente Alessandro Solidoro, ex presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano.

La crisi di Coin è dovuta al suo posizionamento nel segmento medio-alto del mercato, che sta soffrendo in parte  a causa delle preferenze dei clienti, che si orientano verso marchi di lusso. Ancora più pericolosa la concorrenza con i brand più economici, come H&M, OVS e i due colossi cinesi come Shei e Tim. La sfida sarà quindi ridefinire la strategia di mercato e rilanciare il brand per competere efficacemente in un contesto sempre più polarizzato.

Piano di ristrutturazione

Il piano di ristrutturazione che Coin sta preparando con l’advisor Kpmg prevede misure drastiche, inclusa la chiusura o la cessione di numerosi negozi, la riduzione del 70-80% dei debiti e un alleggerimento della sede principale. Tra i creditori si sono fatti avanti tre fondi disposti ad acquistare i crediti a uno sconto significativo, attorno al 30% del loro valore nominale. Questi fondi sono Pillarstone, Europa Investimenti e Oxy Capital.

Pillarstone, precedentemente parte di KKR e ora gestita da Andrea Napolitano, Europa Investimenti, che fa capo al gruppo Arrow guidato da Marco Grimaldi, e Oxy Capital, recentemente entrata nel gruppo tessile Imprima, potrebbero acquisire i crediti e prendere posto al tavolo delle decisioni strategiche insieme ai soci di Coin.

Proprietà e dirigenza

Il presidente di Coin, Marco Marchi, anche fondatore di Liu Jo, è uno degli azionisti principali, insieme a Stefano Beraldo, ex top manager di OVS, e ad altri investitori. Coin è in debito per circa 100 milioni di euro, di cui metà nei confronti di Intesa Sanpaolo, con la quale tutto il capitale sociale è stato impegnato come garanzia. La società ha inoltre debiti significativi con Unicredit e Bpm.