«Coi mobili di cartone la casa si vende meglio»

L’idea di startup a volte nasce per gemmazione. Succede, quando una mente giovane inizia a guardare il business dell’azienda di famiglia con un occhio diverso. Come è successo a Fabiano Gollo, 29 anni, da due generazioni immerso nel “cartone” dello scatolificio di famiglia, Ica Imballaggi, nata nel 1984, oggi con 20 dipendenti ed un fatturato di 5 milioni di euro. Quando gli è arrivata in azienda una home stager chiedendo un foglio di cartone per simulare gli ingombri degli arredi negli ambienti vuoti ha avuto l’illuminazione: «Ho pensato alla leggerezza ed alla versatilità del cartone, alla definizione che abbiamo raggiunto con la stampa digitale, a quanto deve essere difficile e costoso, per un home stager, arredare dal principio un immobile vuoto e sgomberarlo pochi mesi dopo». L’idea? Sfruttare la stampa digitale ad alta definizione combinata con la leggerezza e versatilità del cartone per abbattere i costi, azzerare i tempi e snellire la logistica legata all’ arredare casa temporaneamente. Utilizzando mobili finti, di cartone, ma realistici. Et voilà, la startup innovativa è servita. Gollo l’ha chiamata Re.Da, che non è un acronimo, ma suona un po’ come abbreviazione di “arredo realistico”. «Abbiamo lavorato con home stagers, agenti immobiliari, investitori e costruttori per perfezionare il nostro prodotto», spiega. I primi sforzi si sono concentrati sulle cucine, da sempre la componente più onerosa e complessa da gestire, ma sono in cantiere anche bagni, camere, living e complementi d’arredo. «Allo stato attuale riusciamo a garantire un forte effetto realistico ed in alta risoluzione, diamo la possibilità di inserire una cucina che non si distingue da una cucina vera, con texture simili al legno o tinte piatte, effetti lucidi laccati, cemento, acciaio con costi fino all’80% inferiori rispetto all’arredamento tradizionale». Attenzione: per Gollo quel risparmio dell’80% è parametrato ai prezzi di Mondo Convenienza. TD’altra parte, spendere 400 euro (il prezzo medio di una cucina da tre metri in cartone) è più che sufficiente, per un homestaging. Ed è un “investimento” che si ripaga, perché è riutilizzabile: «I nostri moduli sono leggeri, si montano e smontano in pochi minuti tramite semplici incastri e si trasportano facilmente anche in una comune berlina», sottolinea il fondatore di Re.Da. Da novembre, Re.Da è a caccia di fondi sulla piattaforma crowd Starteed.com. «Vorremmo raccogliere 15-20mila euro, per finanziare il sito multilingua e il configuratore, che è la parte più complicata da sviluppare», spiega Gollo. «Devo dire che questa StartUp è una delle naturali evoluzioni dell’azienda di famiglia, un modo per portare nei tempi nuovi una attività tradizionale, seppur ancora del tutto valida, come lo scatolificio», conclude: «Abbiamo già riscosso molti consensi tra chi lavora nel settore immobiliare, anche se le applicazioni potrebbero essere anche ulteriori, ad esempio come scenografie per fotografi e per video o anche per temporary shop. Le potenzialità sono straordinarie ed infatti c’è molto interesse dai potenziali investitori».