Il riordino del Codice della strada entra nella fase decisiva. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato la consultazione pubblica sul testo base, ora al vaglio delle associazioni di categoria, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla versione finale dei decreti delegati entro il 14 ottobre 2026. Il pacchetto punta in tre direzioni: maggiore tutela dei motociclisti, alleggerimento della burocrazia, sanzioni più proporzionate. Vale la premessa: si tratta di proposte in discussione, non di norme già vigenti. Il perimetro definitivo si conoscerà solo alla scadenza d’autunno.

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Corsia d’emergenza aperta alle moto in caso di code

È la misura più discussa. La proposta consente in via eccezionale a moto e scooter di circolare sulla corsia di emergenza autostradale in presenza di forti rallentamenti, ingorghi o incidenti gravi. Il transito sarebbe regolamentato in modo da garantire in ogni momento il passaggio libero dei mezzi di soccorso: è il vincolo che regge l’intera impostazione. L’istanza, spiega il Ministero, nasce anche da una ragione sanitaria, cioè tutelare la salute dei motociclisti costretti a restare fermi in coda sotto il sole.

Multe per divieto di sosta dimezzate

La seconda novità riguarda le sanzioni: una riduzione drastica – nell’ordine del dimezzamento – dell’importo previsto per il divieto di sosta quando a violarlo sono moto e scooter. Il criterio è quello della proporzionalità legata all’ingombro effettivo del mezzo. In altre parole, la sosta irregolare di un’automobile e quella di un motociclo non producono lo stesso effetto sulla circolazione e non dovrebbero, secondo l’impostazione del testo, essere punite allo stesso modo.

I 125 in autostrada: qui la norma è già legge

Sul punto conviene fare chiarezza, perché la misura viene spesso associata al nuovo pacchetto ma è in vigore già dallo scorso anno. Possono circolare su autostrade e strade extraurbane principali i motocicli con cilindrata non inferiore a 120 cc, oppure – nel caso dei motori elettrici – con potenza non inferiore a 6 kW.
I limiti riguardano il conducente, che deve essere maggiorenne e in possesso della patente A o B, oppure delle patenti A1 o A2 da almeno due anni. Resta un disallineamento pratico non irrilevante: su molte tratte la segnaletica verticale non è ancora stata materialmente aggiornata. La legge, però, è pienamente valida a prescindere dai cartelli.

Patente auto anticipata a 17 anni (e a 16 in alcuni casi)

Recependo le direttive europee, il testo punta a introdurre la guida accompagnata dell’automobile a 17 anni. La soglia potrebbe scendere a 16 anni per chi possiede già la patente nautica oppure le patenti moto A1 e B1. La ratio è quella dell’esperienza anticipata: i giovani – e in particolare i giovani motociclisti, che oggi arrivano all’auto senza gradualità – potrebbero maturare chilometri al volante affiancati da un adulto prima del conseguimento pieno della licenza.

Guardrail e multe progressive sulla velocità

Due voci completano il quadro. La prima è l’impegno, ribadito nel testo, per l’installazione di protezioni d’impatto specifiche sui guardrail – i cosiddetti dispositivi salvamotociclisti – nei punti più critici delle tratte autostradali ed extraurbane.
La seconda riguarda le sanzioni per eccesso di velocità, per le quali si valuta una rimodulazione ancorata ai chilometri orari di sforamento effettivo: una quota fissa crescente per ogni km/h oltre il limite, in luogo dell’attuale sistema a scaglioni. L’obiettivo è evitare importi giudicati sproporzionati a fronte di superamenti minimi. La consultazione con le associazioni è in corso. Il termine del 14 ottobre 2026 è la scadenza che il Governo si è dato per licenziare i decreti delegati: da lì in avanti si passerà dalle proposte al testo che i motociclisti troveranno effettivamente sulla strada. Nel frattempo, l’unica misura del pacchetto già operativa resta quella sull’accesso autostradale dei 125.