DIANA DE MARTINO PROCURATRICE NAZIONALE AGGIUNTO

Il nuovo codice degli appalti pubblici alza il livello di affidamento diretto e di conseguenza il rischio di potenziali infiltrazioni mafiose” ma gli anticorpi nei confronti di questo rischio potrebbe essere la digitalizzazione. A dirlo e Diana De Martino sostituto procuratore presso la Procura Nazionale Antimafia nel suo interventi all'”Economy Nsa Award – premio legalità e profitto” (qui il VIDEO della cerimonia di premiazione) organizzato su iniziativa di Economy in collaborazione con la società di mediazione creditizia Nsa e con la società di certificazione Rsm.

Dopo i saluti del presidente dell’Anac Giuseppe Busia, del direttore commerciale del gruppo Nsa Giovanni Salemi e dell’amministratore delegato di Rsm Italia Giuseppe Caroccia, c’è stata la relazione della presidente di Trasparency International Italia, Anna Iole Savini. Subito dopo, alla tavola rotonda, condotta dal caporedattore e responsabile del sito di Economy Francesco Condoluci si è discusso di legalità e appalti pubblici con Rosalba Benedetto, Direttore Communication, Marketing, Public Affairs & Sustainability di Banca Ifis; appunto con Diana De Martino, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo; e con Salvatore Turrisi, imprenditore, ceo del colosso digitale Sielte.

Le conclusioni sono state tratte da Francesco Paolo Sisto, Viceministro alla Giustizia.

Il digitale contrasterà i condizionamenti criminali

Tema fondamentale è stato quello degli appalti. “Il subappalto – ha spiegato De Martino – è uno dei veicoli attraverso i quali l’impresa condizionata dalla mafia entra negli appalti pubblici, però c’è una novità che riguarda l’aggiudicazione. Il nuovo procedimento realizzerà maggiore trasparenza e rapidità delle procedure e minori oneri. Nell’ottica della lotta alla corruzione ha svolgere un ruolo chiave sono la banca dati dei contratti pubblici e l’anagrafe degli appalti pubblici. L’interoperatività farà in modo che vengano caricate in tempi rapidi le informazioni su un appalto e che tracciano  un determinato appalto anche nella fase esecutiva che è quella più esposta al rischio di condizionamento mafioso. Saranno tutte visibili in tempi rapidi, questo dovrebbe rendere più facili individuare le distorsioni e consentire ad Anac i controlli”.

Le infiltrazioni della mafia nelle aziende pulite 

Diana De Martino ha affrontato anche il tema dell’infiltrazione della criminalità organizzata nelle aziende pulite. “Ormai – ha spiegato – le mafie non sono più un fenomeno territoriale, ma si infiltrano nella aziende pulite, grazie alla grande disponibilità economica che hanno a livello di finanziamenti. Spesso non cambia nemmeno la composizione societaria delle aziende, ma da parte delle mafie c’è un controllo esterno. Questo significa alterare il mercato, ma non solo. In quest’ottica l’appalto pubblico in un territorio interessa alla criminalità organizzata, perché non solo porta guadagno, ma attraverso i subappalti, dà anche la possibilità di dare lavoro alle persone e  alle aziende, creando all’interno di quella zona la possibilità di gestire anche il consenso elettorale”.

Intervenendo a conclusione dell’incontro, il viceministro Sisto ha sottolineato come “”Il binomio legalità e profitto sta molto a cuore al governo, è una sorta di necessità, di metodo e di obiettivo, per mantenere forte il segnale di legalità nel nostro sistema economico. Il rispetto delle regole – ha aggiunto – non è solo una necessità per evitare le sanzioni ma costituisce lo strumento più importante per respingere quelle tentazioni di scorciatoie che fanno proliferare la criminalità nel settore economico”.

 

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