Il cambiamento climatico entra sempre più direttamente nei bilanci delle imprese più piccole. Nel 2025 il 6,4% delle microimprese italiane ha dichiarato di aver subito danni provocati da eventi climatici estremi, mentre cresce il ricorso a strumenti di protezione che vanno dalle polizze agli investimenti per mettere in sicurezza l’attività fino, nei casi più radicali, allo spostamento della produzione. È quanto emerge dalla seconda indagine della Banca d’Italiasull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale delle piccole imprese, condotta su 5.000 titolari di aziende fino a nove addetti.
Quattro imprese su dieci hanno già adottato contromisure
La risposta delle aziende al rischio climatico appare sempre più strutturata. Il 39% delle microimprese dichiara di avere adottato almeno una misura di protezione: il 28% ha sottoscritto coperture assicurative contro i rischi fisici legati al clima, il 26% ha investito nella sicurezza aziendale e il 14% ha pianificato uno spostamento delle attività produttive. Escludendo agricoltura e pesca, soggette a regole specifiche, la quota di imprese assicurate contro i rischi climatici scende al 26%.
Più protezione al Nord e nei settori più esposti
Le strategie di difesa non sono distribuite in modo uniforme. La loro diffusione raggiunge il 41% al Nord, mentre sale al 65% tra le imprese agricole e della pesca e al 46% nella manifattura e nei servizi di alloggio e ristorazione. Le percentuali risultano invece più contenute nell’informazione e comunicazione, al 31%, e nelle attività professionali e scientifiche, al 27%. Bankitalia rileva inoltre una maggiore propensione alla protezione tra le donne imprenditrici, al 42%, e tra chi proviene da famiglie con tradizione imprenditoriale, al 54%.
Dopo i danni, assicurazioni ma anche sacrifici sui redditi
Per le imprese già colpite dagli eventi estremi, la gestione delle conseguenze passa soprattutto dagli indennizzi assicurativi, utilizzati dal 42% delle aziende danneggiate. Ma il peso dello shock ricade anche direttamente sull’imprenditore: il 39% dichiara di aver ridotto la propria remunerazione, mentre il 13% ha fatto ricorso alla liquidità disponibile e un’altra quota analoga ha tagliato i costi di gestione. Nel campione della Banca d’Italia sono 327 le microimprese che hanno dichiarato danni riconducibili a eventi climatici estremi.
L’alfabetizzazione finanziaria aiuta a gestire il rischio
L’indagine mette in luce anche un legame tra capacità di gestione finanziaria e risposta al clima. A parità di altre caratteristiche, l’adozione di assicurazioni, investimenti per la sicurezza o trasferimenti produttivi risulta positivamente associata alla componente comportamentale dell’alfabetizzazione finanziaria, cioè alla capacità dell’imprenditore di modificare scelte e piani al cambiare dello scenario. Il punteggio medio di alfabetizzazione finanziaria delle microimprese si attesta a 74 punti su 100, in lieve miglioramento rispetto alla precedente rilevazione del 2021.
















