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Il perimetro dell’antispreco ora si estende all’edilizia

Leroy Merlin ha aderito alla piattaforma Regusto che grazie alla Legge 166 ha permesso a enti e associazioni, di usufruire di tonnellate di alimenti e farmaci altrimenti destinati allo smaltimento

16 Ottobre 2021

Maddalena Bonaccorso
Il perimetro dell’antispreco ora si estende all’edilizia

L’On. Maria Chiara Gadda

Non di solo cibo vive il mondo delle donazioni, del “riciclo” e del no allo spreco: a 5 anni dalla legge Gadda, approvata nel 2016, che consente alle aziende italiane di donare prodotti invenduti ed eccedenze di magazzino agli enti non-profit, nel segno della sostenibilità e dell’economia circolare, il settore dell’anti-spreco si allarga a vista d’occhio.

E non solo nel settore alimentare: grazie alla diffusione di tecnologie sempre più innovative, le donazioni rappresentano uno strumento fondamentale anche in altri comparti, come quello della casa e dell’edilizia.

Proprio in quest’ottica si inserisce l’iniziativa di Leroy Merlin, che rende le sue donazioni accessibili a tutti con solo click, anche in virtù della collaborazione con la piattaforma tecnologica Regusto: l’azienda multispecialista - che ha esteso il progetto a tutti i suoi 50 negozi sul territorio italiano, realizzando nei primi 3 mesi di utilizzo 120 donazioni a 20 associazioni per un totale di 38.600 kg di materiale - è la prima nella grande distribuzione non-food ad aderire alla piattaforma digitale, che sfrutta la tecnologia blockchain per gestire le donazioni di eccedenze alle associazioni, segnando un importante passo avanti della legge Gadda.

Leroy Merlin è il primo player nella grande distribuzione a estendere il progetto a tutti i punti vendita sul territorio

«La Legge 166 ‘antispreco’», spiega l’onorevole Maria Chiara Gadda, relatrice della legge, «ha permesso a tanti enti e associazioni, in questi 5 anni, di usufruire di tonnellate di alimenti e farmaci che sarebbero stati altrimenti destinati allo smaltimento. Del resto tutte le imprese di tutta la filiera produttiva hanno, per diverse ragioni, eccedenze, e in questi ultimi anni i bisogni della società sono cambiati. Per questo dopo 5 anni dall’entrata in vigore della legge 166, ho voluto, proprio nei primi decreti Covid, ampliare le categorie interessate. La povertà, infatti, ha tante facce: ovviamente è legata a una dieta sana ed equilibrata e all’accesso alle cure, ma anche ad altre esigenze della vita. Recuperare prodotti per l’igiene della persona e della casa o materiali per l’edilizia, che così ritrovano anche valore, è un tassello fondamentale per aiutare le persone in difficoltà, ma anche per diminuire i rifiuti, operando a 360 gradi per il bene della collettività».

Leroy Merlin, azienda arrivata in Italia nel 1996 e che oggi ha un fatturato di oltre 1,64 miliardi di euro e offre lavoro a più di 7.500 collaboratori, sta dimostrando che un nuovo modo di donare è possibile, e che si può limitare anche lo spreco relativo ai prodotti ingombranti, quali piastrelle, sanitari, materiali per l’edilizia, elettrodomestici: tutti materiali preziosi che possono aiutare enti e associazioni non solo a migliorare il livello di vita delle fasce più povere della popolazione, ma anche a riqualificare le proprie sedi, rendendole più adatte alle nuove esigenze.

«Leroy Merlin dona prodotti che sono utilissimi anche per dar vita a progetti per il reinserimento sociale» continua Gadda. «Inoltre, la preziosa collaborazione con la piattaforma virtuale come Regusto rende molto più comodo e intuitivo l’incontro tra profit e non profit. Speriamo tutti fortemente che questo modus operandi possa risolvere il collo di bottiglia che fino a oggi è stato determinato dalla logistica e dalla disponibilità per le associazioni di grandi spazi per gestire il recupero. Spesso si pensa che obbligare le imprese a donare sia la strada migliore, ma è semplicistico. Ora che la legge ha chiarito responsabilità, aspetti burocratici e fiscali, dobbiamo preoccuparci di farne conoscere tutte le potenzialità e migliorare l’efficienza della rete della solidarietà e del recupero con adeguati strumenti. Tecnologia, innovazione e piattaforme informatiche, insieme a una cultura diffusa della sostenibilità e della prevenzione, sono in questo percorso un tassello molto importante».

La coscienza sui temi ambientali e solidali ora è un argomento di interesse fondamentale

E c’è grande soddisfazione anche da parte dell’azienda, che dopo il primo test avviato nel negozio di Baranzate, alle porte di Milano, ha esteso il progetto a tutti i 50 store in Italia. Tecnicamente, il funzionamento dell’intera operazione è molto semplice: ogni punto vendita Leroy Merlin carica autonomamente sulla piattaforma le referenze da donare, che poi potranno essere prenotate non solo dalle associazioni iscritte a Regusto attive nei territori vicini al punto vendita, ma da tutte quelle presenti sul territorio italiano, con la possibilità di accordarsi sul ritiro o sulla spedizione in base alle diverse esigenze. Ogni donazione sulla piattaforma è tracciata con la blockchain, e rende disponibili report, statistiche e indici di impatto ambientale, come le emissioni di CO2, lo spreco di acqua e il consumo di suolo evitati.

Da giugno sono state effettuate ben 129 donazioni a 20 associazioni, per un totale di oltre 38.600 kg di materiale, contribuendo a un risparmio di più di 20mila chilogrammi di CO2 e di 116 mila metri cubi di acqua. Il 55% delle donazioni ha riguardato prodotti per la casa, mentre il 44% ha interessato materiali per l’edilizia e l’arredamento.

«Noi di Leroy Merlin siamo da sempre molto attenti all’ambiente, anche perché  abbiamo come mission il miglioramento non solo della casa dei nostri clienti, ma anche dell’habitat in senso lato», spiega Mauro Carchidio, Direttore Immobiliare e Sviluppo Sostenibile di Leroy Merlin Italia. «Questi sono proprio i valori fondanti dell’azienda, che crede fortemente  che ogni persona abbia diritto alla propria casa. Anche per questo abbiamo sempre considerato limitativo il considerare lo spreco come qualcosa legato solo al settore alimentare, perché in realtà esistono molte inefficienze dal punto di vista energetico o sull’utilizzo dei materiali. Attraverso la donazione delle eccedenze e degli invenduti dei negozi, Leroy Merlin rafforza il proprio impegno per la lotta contro la povertà e per garantire benessere a ogni livello della comunità».

E se è vero che l’azienda già collaborava a livello locale con piccole realtà del terzo settore, con tante iniziative solidali, adesso è fuor di dubbio che  il salto di qualità sia notevole: «Avevamo già collaborato con l’onorevole Gadda su diverse idee» continua Carchidio «e proprio dalle nostre conversazioni passate è poi scaturito l’interesse per la piattaforma Regusto, che consente di ottimizzare i processi e renderli più fluidi. Anche nel mondo non-food ci sono tantissime opportunità di ridurre lo spreco e mettere in moto un processo virtuoso di economia circolare: si trattava solo di farlo sapere e di renderlo possibile senza tanti problemi burocratici o logistici. Tra l’altro la piattaforma Regusto ci dà il grande vantaggio di poter “dividere” sul territorio e reindirizzare al meglio le risorse, riuscendo a distribuire a sempre più soggetti i prodotti di cui c’è bisogno, migliorando il processo di domanda e offerta».

E dopo diciotto mesi di pandemia da Covid-19, emergenza che ha cambiato il mondo e puntato i riflettori ancor di più su temi come la solidarietà, il ri-uso dei prodotti, il valore di un’abitazione confortevole e adatta anche ai più deboli, l’idea di Leroy Merlin e dell’onorevole Gadda assume ancora più valore: «È ovvio che non si torna più indietro, su temi come quelli della lotta allo spreco. La coscienza sui temi ambientali e solidali era già notevolmente cresciuta prima del Covid, ma certamente ora è un argomento di interesse fondamentale. E l’attenzione al proprio habitat, piccolo o grande che sia, è un tema che ha riguardato tutti, nel momento in cui ci siamo trovati in lockdown, in ambienti di vita e di lavoro non adatti alle esigenze di tutti. Con questa iniziativa in collaborazione con Regusto speriamo di fornire un aiuto ulteriore».

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