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La via per il Pnrr passa dalla strategia

Accedere alle risorse finanziarie del Piano nazionale di ripresa e resilienza richiede di adottare nuovi paradigmi nella pianificazione del proprio business. Senza escludere la collaborazione con altre aziende

15 Ottobre 2021

Francesco Pastore*
La via per il Pnrr passa dalla strategia

La possibilità di beneficiare di un tesoretto di dimensioni rilevanti riverbera i suoi effetti positivi su una molteplicità di versanti tra cui spicca, secondo una recente analisi del Centro Studi Confindustria, un recupero del Pil nazionale del 4,1% nel 2021 e di un ulteriore 4,2% nel 2022. La crisi pandemica ha costituito non solo un momento di prova ma ha evidenziato, attraverso una lunga riflessione temporale, la necessità di rivedere i modelli di business delle imprese anche alla luce di uno scenario - costituito fondamentalmente da abitudini e tendenze del mercato – radicalmente mutato. La creazione di un ecosistema maggiormente favorevole per le imprese passa attraverso la sfida della transizione nella doppia prospettiva “Digital” e “Green”. L’iniezione di risorse finanziarie per effetto del Pnrr da ora al 2026 è senza precedenti: 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi come sovvenzioni e 122,6 miliardi in forma di prestiti. Oltre queste risorse si considerino circa 13 miliardi di euro di cui l’Italia beneficerà nell’ambito del Programma per la coesione territoriale (React-EU) ed il fondo complementare da circa 30,64 miliardi che porterà, complessivamente, la dotazione di risorse finanziarie a circa 235,14 miliardi. 

Come noto, il piano nazionale di ripresa e resilienza si articola in sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e turismo, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile, istruzione e salute. In proposito, a partire da questo numero di Economy, proporremo una serie di articoli di approfondimento incentrati principalmente sulle caratteristiche che devono presentare le progettualità per le diverse missioni previste da Pnrr. Al fine di supportare questo mercato Rsm ha costituito, all’interno della Consulenza, una specifica Business Line denominata “Pnrr Task Force” dopo l’esperienza positiva del 110% Lab in cui Rsm ha assunto il ruolo di Advisor per Cassa Depositi e Prestiti nell’acquisto dei crediti in materia edilizia.

La revisione dei piani industriali riguarderà imprese di tutti i comparti e includerà il reskilling delle risorse umane

Avvieremo la nostra analisi partendo dal tema “Green” non prima di aver proposto una riflessione e tre azioni urgenti individuate quali prerequisiti per ottenere i benefici del Pnrr. Una semplice riflessione è per gli imprenditori: Non siate mai egoisti. L’onda finanziaria, indotta dalle risorse europee, presupporrà progettualità complesse che andranno al vaglio delle autorità nazionali e comunitarie. Il fatto di affrontare le nuove progettualità in maniera congiunta con altre imprese attraverso gli strumenti classici offerti dalla pratica commerciale costituirà un elemento di favorevole valutazione e successo del progetto stesso. Le tre azioni urgenti individuate sono relative alla definizione di un piano strategico orientato agli investimenti nel medio termine, alla formazione connessa al reskilling delle risorse umane in chiave digitale ed alla ridefinizione dei processi e delle attività nella prospettiva della sostenibilità. In proposito, il rilancio verso il “new normal” vedrà un incremento dei budget aziendali nei prossimi anni verso tecnologie a basso impatto ambientale, efficienza energetica, materiali ecosostenibili ed utilizzo di fonti rinnovabili.

La revisione dei piani industriali porterà le aziende a valutare importanti investimenti nel percorso verso una transizione “Green” che comporterà spesso una transizione industriale, che impatterà riguarderà aziende di diversi comparti, compresi quelli dell’industria pesante come il siderurgico.

Non è possibile non citare l’esempio emblematico del Gruppo Arvedi che giustamente rivendica, oltre al completo risanamento di uno dei siti più inquinati d’Italia (Servola), la prima riconversione “green” di una acciaieria in Europa. La chiusura dell’area a caldo, e relativa eliminazione della ghisa, ha costretto a ripensare il modello produttivo, mirando a usare solo rottame ferroso rilavorato con forni elettrici. Un investimento di oltre 320 milioni, di cui 250 sostenuti da Arvedi e il resto con finanziamenti statali. La vicenda sta dentro alla cornice del Green Deal Ue, per cui gli acciaieri europei si sono impegnati a ridurre entro il 2030 del 30% le emissioni rilevate nel 2018 e alla neutralizzazione entro il 2050. La mossa di Arvedi indica naturalmente una direzione di marcia che certamente troverà seguito, essendo un leader nel settore.

Relativamente al tema del “come” individuare le risorse da utilizzare appare fondamentale segnalare i “criteri di eligibilità” di un progetto che nel caso “Green” devono essere allineati alla Tassonomia europea europea, normativa di riferimento di Sace, dal decreto semplificazione del luglio 2020, riferimento istituzionale italiano per il sostegno finanziario al green new italiano. Più in particolare il Progetto, per cui si richiede il finanziamento, deve corrispondere a prefissati obiettivi, contenuti nei “Criteri di eligibility” derivanti dalla Tassonomia europea adottata in esecuzione del Regolamento UE 852/2020. Gli Obiettivi Ambientali perseguiti mediante la realizzazione dei Progetti ed idonei ai fini dei Finanziamenti sono: Obiettivo 1: Mitigazione dei cambiamenti climatici; Obiettivo 2: Adattamento ai cambiamenti climatici; Obiettivo 3: Protezione acque e risorse marine; Obiettivo 4: Economia circolare; Obiettivo 5: Prevenzione e riduzione inquinamento; Obiettivo 6: Protezione e ripristino biodiversità e ecosistemi. In proposito, a mero titolo di esempio, consideriamo l’obiettivo 1 relativo al tema della mitigazione dei cambiamenti climatici ed andiamo a verificare per quali progetti valgono i “Criteri di eligibility” richiamati in precedenza.

Il drill down delle progettualità è molto ampio e la svolta indotta dal pnrr sarà misurabile in termini di fatturato

Progetti e/o tecnologie per:

(a) produzione, trasmissione, stoccaggio, distribuzione o uso di energia da fonti rinnovabili (i.e. solare/fotovoltaico, eolico, dal mare), anche tramite tecnologie innovative potenzialmente in grado di ottenere risparmi significativi in futuro oppure tramite il necessario rafforzamento o ampliamento della rete;

(b) generazione di elettricità da bioenergia: biomassa, biogas, biofuel da materie organiche di prima generazione (es. rifiuti, liquami, gestione agricola e forestale), combustibili liquidi e gassosi da materie organiche di seconda generazione (es. residui non utilizzabili dell’industria agroalimentare) con emissioni di ciclo di vita inferiori a 100 gCO2e/kWh;

(c) produzione di energia da fonti geotermiche con emissioni di ciclo di vita inferiori a 100 gCO2e/kWh];

(d) produzione di energia idroelettrica da centrali ad acqua fluente senza bacino artificiale, oppure da centrali con sbarramento e invaso di ritenuta aventi densità di potenza superiore a 5W/m2 o, se inferiore, emissioni di ciclo di vita inferiori a 100 gCO2e/kWh.

Naturalmente il “drill down” delle progettualità è molto ampio e prosegue attraverso l’elencazione delle singole casistiche suddivise per ciascun obiettivo ambientale. L’impatto della svolta indotta dal Pnrr sarà misurabile in termini di fatturato e valore aggiunto per molti comparti della nostra economia in modo diretto o indiretto. Al riguardo non è difficile pensare che ci saranno dei settori “trainanti” per cui sono stanziati fondi specifici come infrastrutture, turismo sostenibile, sanità ed agroalimentare.

Indirettamente anche gli stimoli al mercato dell’edilizia proseguiranno dopo il bonus 110% con tutti gli attori attivi nella fornitura di beni e servizi strumentali alla svolta digitale e green. Infine, per sfruttare al massimo i benefici effetti del Pnrr sarà fondamentale conoscere non solo la parte tecnica collegata alle diverse progettualità ma anche i meccanismi finanziari - comprese le garanzie sia pubbliche che private - che potranno, nel complesso, agevolare l’intero percorso.

*Partner RSM S.p.A. - Business Consulting Leader Italy e Coordinatore Nazionale RSM “PNRR Task Force”

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