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REAL ESTATE

Quando sostenibilità comincia per “p”

Pianeta, persone, profitto: tre “p” che rappresentano il triplo impatto positivo di Nhood. Che interpreta la rigenerazione urbana partendo infatti dal coinvolgimento delle comunità in cui opera

Marina Marinetti
Quando sostenibilità comincia per “p”

Pianeta, persone, profitto. Tre “p” per delineare un percorso che ridisegna il futuro non solo di una realtà imprenditoriale, ma anche dei territori in cui opera. È quello di Ceetrus-Nhood, uno dei principali attori dell’industria immobiliare in Italia e non solo: conta 1.000 collaboratori distribuiti in 10 Paesi, un portfolio di 300 asset, di cui 200 di proprietà, 30.000 residenze per un valore patrimoniale globale di 8 miliardi di euro e 40 progetti in via di sviluppo, tra cui le riqualifiche di Piazzale Loreto a Milano, della Gare du Nord a Parigi e La Stazione Vialia Vigo in Spagna. E ha un piano strutturato, trasparente, interno e esterno all’azienda, che trova applicazione nelle azioni verso le sue persone, nella scelta dei suoi partner, nell’approccio ai suoi progetti in via di sviluppo. «Per noi la sostenibilità è l’unica via attraverso la quale fare business. Sia come proprietari di asset che in qualità di gestori, accompagniamo i nostri partner nel gestire i loro asset in modo sostenibile, sia dal punto di vista delle persone che dei luoghi», spiega a Economy Marco Balducci, Ceo Nhood Italy (www.nhood.it). «I quattro driver di questo impegno sono: benessere delle persone, lotta al cambiamento climatico, comunità e territorio, quartieri e rigenerazione. Da quest’anno ci impegniamo anche con una serie di promesse che saranno inserite nel primo bilancio di sostenibilità del Gruppo che verrà pubblicato nel primo semestre 2022». 

La sostenibilità del progetto Loc (Loreto Open Community) ha un fattore moltiplicativo del valore sociale pari a 4 volte  l’investimento

Un esempio su tutti è quello di Loc – Loreto Open Community, il progetto che ha vinto il bando internazionale C40 Reinventing Cities per la riqualificazione di piazzale Loreto a Milano. Un grande hub vitale e flessibile in cui le persone potranno vivere mostre, concerti, spazi di aggregazione e di cultura, servizi e un’ampia proposta food, all’interno dei volumi e delle aree esterne della nuova piazza, una sky forest con alberi ad alto fusto capaci di mitigare l’effetto isola di calore e assorbire la CO2, e nel complesso edilizio rigenerato secondo i criteri della certificazione Leed (The Leadership in Energy and Environmental Design) e Cam (Criteri Ambientali Minimi) per ottimizzare i consumi energetici ed efficientare l’intero ciclo vita degli edifici. Con una sostenibilità misurabile: a fronte di un investimento di oltre 60 milioni di euro, il progetto creerà valore per la comunità di circa 250 milioni di euro. In attesa dell’avvio dei cantieri, Nhood ha già acquistato i cinquecento alberi che troveranno dimora sulla futura piazza e, in partnership con Forestami, Nhood pianterà un albero in più per ogni gruppo di cittadini, associazione o comitato che risponderà a “The call of the urban wild”, l’invito alla comunità ad avvicinarsi al punto d’ascolto che verrà aperto nella piazza a breve per condividere idee e proposte anche al link nhood.it/foresta-urbana. «La ricchezza delle città dovrebbe misurarsi sulla base della felicità e del benessere delle persone, e il dove vivono e come ci vivono dipende anche da aziende come Nhood», sottolinea Balducci: «dimostrando che progettare luoghi migliori aumenta i profitti, riusciremo a fare business assicurandoci che il mondo in cui vivremo domani sia migliore di quello in cui viviamo oggi». 

E se la neutralità climatica è importante - Nhood sta aggiornando gli impianti di tutti i suoi asset con  l’utilizzo energetico da fonti rinnovabili sui suoi asset e ha creato una dashboard di indicatori ambientali e di monitoraggio, sia per i centri esistenti che per quelli in via di sviluppo - la sostenibilità sociale lo è altrettanto: «Abbiamo dato il via a un percorso di sostenibilità interno ed esterno all’azienda che prosegue e si amplifica sempre mettendo al centro la persona», sottolinea il Ceo di Nhood. Che ha attivato percorsi di engagement, iniziative per ridurre il gender gap (come il bonus per baby-sitter o le rette scolastiche), percorsi di formazione nella diversity&inclusion (favorendo l’inserimento di collaboratori ben al di là degli obblighi di legge), allestito hub vaccinali, ludoteche, ambulatori, sportelli di ascolto, biblioteche, instaurato partnership con imprenditori, comitati di quartiere, associazioni del territorio, per creare valore condiviso. 

«Il territorio viene valorizzato attraverso un coinvolgimento attivo degli stakeholder, strutturato e trasparente, volto a creare spazi precisi e modalità per accogliere le associazioni locali durante tutto l’anno all’interno dei luoghi in cui Nhood opera. Formalizziamo e managerializziamo il progetto di mappatura e attivazione delle associazioni locali in ciascuno degli asset in cui Nhood è presente, raccogliamo dagli utenti suggerimenti concreti sulla gestione degli spazi e dei servizi, creiamo una community animata e inclusiva che coinvolga in primis tutti i collaboratori sia dipendenti diretti di Nhood che delle attività presenti nelle gallerie o negli asset gestiti, estendendo agli esterni parte delle attività di welfare o di formazione previste per gli interni». Anche l’incontro tra domanda e offerta di lavoro fa parte della sostenibilità sociale. 

Nhood ha creato una dashboard di indicatori ambientali sia per i centri esistenti che per quelli in via di sviluppo

La parola d’ordine è “rigenerazione”: nel promuove la riqualificazione delle periferie, Nhood contrasta la marginalità sociale, attraverso servizi e luoghi per la valorizzazione delle comunità e l’inclusione: Nhood ha già allestito spazi dedicati alle comunità in base ai bisogni emersi (come hub vaccinali, ludoteche, ambulatori, sportelli di ascolto, biblioteche, ecc.) ed ha instaurato partnership con interlocutori locali (imprenditori, comitati di quartiere, associazioni del territorio, ecc) al fine di creare valore condiviso. L’hub vaccinale “drive through” al Centro Commerciale Porte dello Jonio di Taranto, il più grande hub vaccinale della Puglia, o la mostra “Rigenerarte” alle Gallerie Sardegna, la prima mostra di cracking art dell’isola, sono due tra i molti esempi dell’approccio di Nhood che potremmo citare. «Organizziamo attività culturali, workshop e attività di co-creazione per le persone di ciascun quartiere e territorio in cui Nhood opera, definiamo le attività di animazione sempre in partnership con gli enti locali e con le istituzioni, stabilendo i contenuti sulla base dei loro suggerimenti, costruiamo gli spazi e i servizi non sulla base dell’opportunità, ma sulla base dei reali bisogni emersi dall’ascolto dei cittadini e andando a sopperire a eventuali carenze di quello specifico territorio», conclude Marco Balducci.

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