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energia, si cambia!

Incentivi e disincentivi devono lavorare insieme

Redazione Web
Incentivi e disincentivi devono lavorare insieme

«La carota non basta, ci vuole anche il bastone». Per Franco Ferrario, esperto di change management e professore incaricato del Mip-Politecnico di Milano, se si vuole attuare la transizione energetica si deve usare anche l’arma dei disincentivi. «Tutti i processi di transizione riescono solo se le energie di cambiamento superano le resistenze» dice, «ma se le energie che spingono sono solo incentivi, sono sufficienti oppure completamente inadeguate? E quanto grandi sono le resistenze?». Ferrario fa l’esempio degli incentivi per l’installazione di caldaie meno inquinanti. «In Italia ci sono solo 700mila abitazioni scaldate con le pompe di calore su 23,5 milioni. La variabile tempo è decisiva, ma la velocità di crescita è molto bassa. Se il primo anno gli incentivi sono al 65%, e poi calano progressivamente, questo non è ancora abbastanza. Ma se contemporaneamente si aumenta il prezzo del metano del 20% all’anno, allora è diverso. Non per niente William Nordhaus ha vinto il Nobel per l’economia affermando che con un serio aumento della carbon tax è possibile azzerare le emissioni di carbonio entro il 2040. Il global warming è come una grande nave in piena corsa: quando decide di fermarsi, non basta che spenga i motori, deve mettere le "macchine indietro tutta…».

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