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le rotte della ripresa

La lotta al climate change è un’opportunità di business

Le aziende che investono in sostenibilità acquistano nuovi clienti e conquistano nuovi mercati. E il ritorno per gli azionisti, secondo un report di Boston Consulting Group, può arrivare anche al 30%

23 Giugno 2021

Redazione Web
La lotta al climate change è un’opportunità di business

Laura A. Villani

Chi l’ha detto che la lotta al cambiamento climatico è un costo? Oltre a essere una formidabile occasione di innovazione,  è un’opportunità di business e le performance aziendali. Lo mette nero su bianco lo studio di Boston Consulting Group The Next Generation of Climate Innovation. «È ormai evidente che, sia dal punto di vista delle scelte di investimento, ovvero per come si muovono gli azionisti, sia da quello del consumo, cioè cosa chiedono i clienti, la sostenibilità è un parametro di valutazione delle aziende e di quello che offrono», conferma Laura A. Villani managing director e partner di Bcg nonché responsabile della practice Energia per Italia, Grecia, Turchia e Israele.

Partiamo, appunto, dalla transizione energetica: «Non esiste soggetto che non stia cercando di capire come fare nuove offerte: idrogeno, mobilità sostenibile, generazione distribuita... Si tratta non solo di essere più green, ma di cogliere nuove opportunità  di business», rimarca la managing director di Bcg. Iniziative che hanno un valore misurabile: «È molto interessante osservare il Total return shareholder - il rendimento totale di un titolo ad un investitore o la plusvalenza plus dividendi, ndr - delle aziende che hanno investito pesantemente su questi temi in rapporto al Tsr delle grandi tech company», spiega Laura Villani. «Pensiamo per esempio agli operatori energetici, che tradizionalmente hanno ritorni più contenuti: se guardiamo chi ha investito in sostenibilità dal 2017 al 2020, notiamo ritorni comparabili alle big tech come Amazon, Apple e Google».

Nel 2020 i risparmiatori americani hanno investito in etf dedicati alle imprese sostenibili 25 miliardi di dollari, il doppio del 2019

Fra ottobre 2017 e ottobre 2020 Enel, Iberdrola, Neste, NextEra Energy e Ørsted hanno generato un rendimento totale per gli azionisti del 30%. Come? Entrando in altri mercati, conquistando nuovi clienti, rafforzando i loro marchi e attraendo investimenti. Neste, un tempo major petrolifera di Stato finlandese, ha riprogettato la propria produzione di diesel, rimpiazzando le energie fossili con tecnologie in grado di trasformare i grassi in combustibile. La norvegese Equinor ha trovato il modo di rendere economicamente sostenibile l’installazione di turbine eoliche galleggianti in mare, dove l’impatto paesaggistico è minimo.

«Talvolta, però, è necessario ripensare da zero il modello di business per ridurne l’impronta ambientale e soddisfare le nuove esigenze dei clienti», rimarca Laura A. Villani. «Finora, e fin troppo spesso, l’investimento in sostenibilità è stato visto come un costo, considerato solo da un punto di vista di compliance», continua Laura A. Villani. «È un tema, invece, sia di gestione del rischio, sia di opportunità di nuovi business».

Poi, certo, c’è anche la questione (tutt’altro che secondaria) dell’attrattività verso gli investimenti.  L’anno scorso, infatti, i risparmiatori americani hanno versato negli etf dedicati alle imprese sostenibili 25 miliardi di dollari, il doppio rispetto al 2019. E, in generale, gli investimenti privati  nelle tecnologie verdi sono saliti dai 418 milioni di dollari del 2013 ai 16,3 miliardi nel 2019... ma rappresentano ancora una frazione minima dei 1400 miliardi a disposizione dei fondi di venture capital e private equity. «Nel mercato c’è moltissima liquidità e l’imperativo è come spenderla al meglio su qualcosa che possa fare la differenza per l’economia e la  sostenibilità del pianeta», commenta Laura A. Villani.

«Uno dei temi su cui stiamo lavorando molto in Bcg è l’effetto indiretto che il mercato restituisce a questo tipo di investimenti», conclude Laura A. Villani. «Non è facile collegare le azioni alla generazione di valore implicita: la sfida è quella di essere in grado di monetizzare questi interventi e dimostrare il loro valore in termini di ritorni economici. Oggi si tratta di un passaggio indiretto, ma nei prossimi anni diventerà parte del business as usual»

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