Cinquestelle

Continuare a volare gli stacci nel tra i Cinquestelle prima del voto di mercoledì sulla fiducia al governo Draghi, le cui dimissioni sono state congelate dal presidente della Repubblica. Ancora nella giornata di oggi si è svolta l’assemblea congiunta dei gruppi del Movimento Cinque Stelle, nella quale continua a prevalere la posizione del leader Giuseppe Conte, sebbene i “rumors” diano per prossimo il passaggio di molti parlamentari al neonato gruppo di Luigi Di Maio.  Secondo quando spiegato dall’agenzia stampa Adnkronos tra gli intervenuti hanno espresso parere favorevole a Conte. Bonafede, Vanin, L’Abbate, Di Lauro, Lanzi, Misiti, Di Girolamo, Zolezzi, Pirro, Olgiati, Flati, Cominardi, Ferraresi, Castaldi, Endrizzi, Dadone, Fontana, Cioffi, Gallicchio, Coltorti, Corneli, Barzotti, Micillo e Matrisciano. Per ora tre i parlamentari che si sono nettamente schierati a favore della fiducia al governo Draghi: si tratta del capogruppo alla  Camera Crippa, Cattoi e Provenza. Più sfumata invece la posizione di Businarolo e Palmisano.

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Intanto esce di scena Rocco Casalino 

Il clima continua a non essere dei più tranquilli. A fare le spese nelle scontro tra contiani e governisti per ora sarebbe stato Rocco Casalino, già portavoce di Conte quando per due volte è stato presidente del consiglio. Il capogruppo dei Cinquestelle a Montecitorio Davide Crippa si sarebbe opposto al rinnovo della consulenza affidata l’anno scorso dal gruppo Camera. Secondo indiscrezioni rilanciate da Adkronos addirittura il 15 luglio non sarebbe stato rinnovato il contratto e non perché tutti i contratti sono congelati per la crisi di governo.

La crisi nella settimana di fuoco dell’economia 

In apertura di giornata (positiva) le borse hanno salutato il momento difficile per l’esecutivo italiano con un balzo dello spread, ma a preoccupare è anche il fatto che questa crisi arriva nella settimana in cui (giovedì) la Bce potrebbe alzare i tassi dopo un decennio. Nella giornata di oggi è circolata anche la notizia secondo la quale anche la Fed sarebbe intenzionata ad alzare i tassi di interesse.

All’Adnkronos, però, risulta che l’ufficio del personale abbia informato Casalino, con una mail, della ferma intenzione del gruppo di non procedere con il rinnovo del suo contratto, in scadenza il 15 luglio. Interpellato in merito, lo spin doctor di Conte si trincera dietro un no comment.