La corsa cinese alla guida autonoma entra nella fase più delicata: quella delle regole. Pechino ha avviato l’esame di una revisione della legge sulla sicurezza stradale che, per la prima volta, dedica uno spazio specifico alle auto a guida autonoma e punta a stabilire con maggiore precisione chi risponde quando è il software, e non il conducente, a controllare il veicolo. Una svolta che interessa direttamente un’industria sulla quale la Cina sta investendo risorse enormi e che potrebbe modificare gli equilibri tra automobilisti, produttori e assicurazioni.

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Quando guida il software, cambia anche la responsabilità

La proposta è stata sottoposta il 25 agosto alla prima lettura del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo. Il testo conta 170 articoli e introduce condizioni per la circolazione dei veicoli autonomi, principi per la gestione delle infrazioni e nuove disposizioni in materia di copertura assicurativa. Il punto più rilevante è la possibilità di attribuire a produttori o importatori la responsabilità per determinate violazioni commesse mentre il veicolo opera effettivamente in modalità autonoma.

Una linea di confine tra guida autonoma e assistita

Pechino vuole però evitare che sistemi molto diversi finiscano sotto la stessa etichetta. Quando l’auto viene guidata normalmente oppure utilizza soltanto funzioni di assistenza alla guida, continuerebbero a valere le regole già previste per il conducente. Il trasferimento di responsabilità verso il costruttore riguarderebbe invece la fase in cui il sistema assume il controllo autonomo del mezzo: una distinzione cruciale anche per definire il valore economico e assicurativo dei futuri sistemi di livello L3 e L4.

Pechino costruisce il quadro normativo prima del mercato di massa

La revisione arriva mentre la Cina sta accelerando anche sugli standard tecnici. A fine luglio è stato pubblicato il nuovo standard nazionale obbligatorio GB 44721-2026, destinato ai sistemi di guida autonoma L3 e L4 e previsto in vigore dal primo luglio 2027. Il provvedimento richiede ai produttori sistemi strutturati di gestione del rischio, verifiche tramite simulazioni e test su strada e livelli di sicurezza almeno comparabili a quelli di un conducente qualificato e attento. Per l’industria significa che lo sviluppo del software dovrà procedere insieme a una crescente responsabilità del costruttore.

La posta in gioco per i colossi dell’auto cinese

Dietro la questione giuridica c’è una partita industriale. La Cina vuole portare sul mercato veicoli sempre più autonomi senza lasciare zone grigie su incidenti, infrazioni e assicurazioni, proprio mentre aumenta la pressione sulle case affinché garantiscano la sicurezza dei sistemi intelligenti. A luglio il ministero dell’Industria aveva già chiesto ai produttori di rafforzare i controlli su qualità e affidabilità delle tecnologie di guida assistita e autonoma. Se la revisione diventerà legge, la competizione non si giocherà quindi soltanto sulle prestazioni degli algoritmi, ma anche sulla capacità delle aziende di assumersi nuovi rischi legali ed economici.