Offrire un’esperienza di ristorazione veloce ma di alta qualità, capace di rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più attento al gusto, alla provenienza delle materie prime e alla sostenibilità.

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È questa la mission sottoscritta da Cibiamogroup, esempio virtuoso di come la ristorazione veloce possa evolvere con successo senza rinunciare alla qualità, all’italianità e alla sostenibilità.

Nata nei primi anni ’90, l’azienda si è affermata grazie a format come Cibiamo, La bottega del Caffè e importanti partnership come Virgin Active Café e Mondadori Café e oggi consolida la propria presenza concentrando il proprio sviluppo su La bottega del Caffè, format di punta del gruppo con un’offerta che copre tutti i momenti della giornata, dalla colazione all’aperitivo.

Cibiamogroup ha costruito il proprio sviluppo su due pilastri: una rete mista di punti vendita diretti e in franchising e un forte know-how operativo, maturato sul campo.

E, con un’attenzione costante alla filiera, propone un modello replicabile e inclusivo, che offre reali opportunità a chi vuole intraprendere un’attività nel food retail. Ne parliamo con Alessandro Ravecca, presidente del gruppo e anche di Federfranchising Italia.

Cosa ha spinto la vostra crescita negli anni?
Siamo partiti negli anni ’90 con negozi diretti, ne gestivamo una decina. Poi abbiamo avviato la rete in franchising, mantenendo sempre anche lo sviluppo diretto. Questo ci ha permesso di trasmettere un know-how reale ai nostri affiliati.

Il format “La bottega del Caffè”, in particolare, copre l’intera giornata: caffè, focacce, pinsa, aperitivo. In alcuni casi anche gelato. È un’impresa familiare – per cui conosciamo molto bene il mestiere – che però oggi è cresciuta e conta su una compagine sociale importante grazie all’ingresso di Ottoholding e di Rile Development.

Italianità e qualità della filiera sono centrali.
Sì, ci teniamo molto. Lavoriamo con farine italiane e selezionate per focacce e pizze, salumi sempre italiani, caffè proveniente da coltivazioni certificate. Siamo presenti nei centri commerciali e non solo e portiamo con noi attenzione alla filiera e alla sostenibilità, limitando per esempio la plastica e usando arredi riciclati.

In cosa si traduce per il cliente questo vostro puntare molto sulla qualità?
Nella soddisfazione e nella fidelizzazione. Chi viene da noi riconosce la qualità e torna. Siamo stati tra i primi, nel 2002, a investire in corner con caffè speciali e monorigine, a cui dal 2015 si sono aggiunti i caffè regionali, dopo uno studio sulle ricette più amate della tradizione italiana.

Anche nel food, le nostre pizze e focacce sono farcite al momento e riscaldate nel forno, senza canna fumaria. Proponiamo anche versioni integrali o alla curcuma. È un’esperienza curata, superiore alla media, ed è ciò che ci ha sempre distinto.

Quali i vantaggi per chi sceglie di entrare nel vostro franchising?
Chi entra nella nostra rete trova l’esperienza di chi ha già affrontato – e superato – le sfide del settore. Lavoriamo dal 1992, oggi con partner come Caffè Ottolina e Mario Resca, che ha sviluppato McDonald’s in Italia.

Offriamo un progetto chiavi in mano: ricerca della location, allestimento, formazione, supporto marketing e assistenza costante. Aiutiamo anche nella ricerca di finanziamenti. Inoltre, agiamo come gruppo d’acquisto: l’affiliato accede a condizioni vantaggiose e a fornitori selezionati.

Cosa serve per aprire un punto vendita?
Non è richiesta esperienza. Selezioniamo i candidati e li formiamo attraverso la nostra Accademia del Caffè a Milano, in collaborazione con Ottolina. I corsi sono tenuti da torrefattori professionisti e sono compresi nella royalty. È un percorso completo, pensato per chi vuole partire bene anche senza background nel settore.

Obiettivi futuri?
Stiamo continuando lo sviluppo con una formula mista tra negozi diretti e in franchising. Al momento abbiamo 12 negozi diretti e 35 affiliati, soprattutto nel Centro-Nord e a Roma, ma vogliamo espanderci. Stiamo anche valutando acquisizioni di piccole catene. Inoltre, vogliamo implementare tecnologie come l’IA per ottimizzare i processi e valorizzare le risorse umane.