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Dopo vent’anni di trattative e tentativi falliti di salvataggio, per Ita (precedentemente nota come Alitalia e che sembra finalmente risanata) è arrivato il punto di svolta: oggi la Commissione europea ha dato il via libera per l’acquisizione da parte di Lufthansa. La compagnia tedesca acquisirà inizialmente il 41% del capitale di Ita. L’obiettivo di raggiungere il controllo totale entro il 2033. L’investimento complessivo previsto è a 829 milioni di euro.

Il ruolo dell’Ue

L’aspettativa è che la compagnia aerea italiana possa tornare a generare utili e smettere di gravare sulle finanze pubbliche: un fardello che è costato ai contribuenti circa 15 miliardi di euro dal 1979 ad oggi. Questi anni hanno visto un declino malinconico del valore economico e collettivo della compagnia aerea, aggravato da decisioni politiche e industriali discutibili.

L’Antitrust dell’Ue, in stretto contatto con le autorità nazionali, ha preso il tempo necessario per assicurarsi che l’operazione avvenisse in un contesto di neutralità di mercato e senza creare posizioni dominanti. Il 17 giugno, i tecnici della Commissione europea, guidati da Margrethe Vestager, hanno dato il via libera all’accordo, chiudendo il caso con un giorno di anticipo.

I punti dell’accordo

Gli ultimi dettagli dell’accordo tra Lufthansa e Ita riguardavano tre punti critici: la rinuncia a 15-17 coppie di slot a Milano-Linate, l’intervento sulla situazione di monopolio su alcune rotte di corto raggio tra Italia, Germania, Austria, Belgio e Svizzera, e il riequilibrio della concorrenza nei collegamenti tra Fiumicino e il Nord America. Queste misure dovranno essere attuate entro novembre.

Il governo italiano ha accolto con favore la notizia, anche se la situazione oggi rappresenta un significativo cambio di rotta, considerando che solo tre anni fa la premier Giorgia Meloni criticava sull’allora Twitter la decisione della sinistra di trasformare Alitalia in una compagnia low cost, forse per poi svenderla ai tedeschi di Lufthansa.