Oggi il tema dei fattori Esg (sostenibilità ambientale, sociale e di buona amministrazione) piace molto meno di qualche tempo fa, è l’effetto Trump. Ma dove piace ancora molto è tra gli assicuratori convinti che la “cultura Esg”, superando la dimensione del puro e semplice adempimento normativo, può trasformarsi in una leva strategica per la creazione di valore. È quanto emerge con chiarezza dalla ricerca “ESG nelle assicurazioni: costo regolamentare o vantaggio competitivo?”, realizzata da CRIF in collaborazione con IIA – Italian Insurtech Association e presentata all’Insurtech DAY di Milano.

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La ricerca condotta con un approccio “on-the-job” da CRIF, in collaborazione con IIA, evidenzia come integrare i parametri ESG non solo migliora la trasparenza e l’affidabilità delle imprese, ma consente alle compagnie assicurative di valutare e prevedere con maggiore precisione il rischio tecnico, generando un ritorno economico concreto e misurabile.

Utilizzando un set esclusivo di oltre 150 indicatori ESG — tra cui circa 70 KPI ambientali, 45 sociali e 35 di governance — CRIF ha evidenziato una forte correlazione statistica tra le performance di sostenibilità ESG delle imprese e il rapporto sinistri/premi.

Alcuni risultati sono particolarmente significativi: le imprese con basse emissioni di gas serra diretti (GHG Scope 1) mostrano un rapporto sinistri/premi (Loss Ratio Liability Attritional) inferiore del 45%rispetto alla media del portafoglio. Un dato che mette in luce come una gestione ambientale più efficiente si traduce anche in comportamenti aziendali più prudenti e stabili nel tempo.

Analogamente, le aziende certificate ISO 14001, standard internazionale che attesta un sistema strutturato di gestione ambientale, registrano un Loss Ratio Property inferiore del 12%. Al contrario, un’alta presenza di lavoratori a tempo determinato, spesso sintomo di instabilità organizzativa, è associata a un aumento del 35% del Loss Ratio nel ramo Liability.

Anche gli aspetti sociali emergono come rilevanti: le imprese con una maggiore presenza femminile nei ruoli apicali mostrano una sinistrosità inferiore del 7%, segnale che la diversità nella governance può avere impatti positivi anche sul piano assicurativo.

Sulla base delle correlazioni statisticamente significative tra indicatori ESG e rischio assicurativo, CRIF ha sviluppato uno “score ESG tecnico”, per la sofisticazione della tariffa assicurativa. Tale score si è rivelato estremamente efficace nel distinguere tra imprese più o meno rischiose dal punto di vista assicurativo: le aziende con performance ESG peggiori registrano sinistrosità superiore del 60% rispetto alla media, mentre quelle con migliori performance ESG mostrano un rapporto sinistri/premi inferiore del 40%.