Ci rivediamo al supersalone

Un’edizione speciale del Salone del mobile, in programma alla Fiera Milano Rho dal 5 al 10 settembre, aperta tutti i giorni non solo agli operatori ma anche al grande pubblico. È il Supersalone, un evento che si è caricato di un forte significato simbolico, della voglia di ripartire di Milano e dell’Italia intera. Claudio Feltrin (nella foto), presidente di FederlegnoArredo, che rappresenta la filiera industriale che va dalla lavorazione della materia prima legno alla produzione di mobili, arredamento e accessori, in questa intervista a Economy spiega come è nata la formula inedita dell’evento. E racconta come il lockdown, costringendo le persone a uscire poco o per niente, abbia dato paradossalmente una spinta al mercato dell’arredo casa.

Feltrin, quali i punti di forza del Supersalone di settembre?

La nostra manifestazione è stata prevista nel periodo perfetto, in quello che può essere considerato lo spartiacque fra pre covid e post covid – anche se per scaramanzia incrociamo le dita… Considerato che circa il 50% del fatturato dell’arredo e il 40% di quello dell’intera filiera viene dall’export, organizzare il Salone per settembre era un po’ una scommessa. Però ci ha rassicurato il fatto che il piano vaccinale sia partito in maniera decisa,.

Come vi siete mossi?

Un Salone come quello degli anni scorsi prevede grandi investimenti, da un minimo di 100mila euro per le aziende più piccole fino a quasi 2 milioni per quelle più strutturate per i 6 giorni della kermesse. Da un lato non potevamo rinunciare a fare il Salone per il secondo anno consecutivo: avrebbe voluto dire privarsi della massima vetrina del design, di estrema importanza per le aziende. Ma dall’altro il rischio di farlo in maniera classica non era sostenibile da parte della filiera. Così abbiamo deciso di trovare una soluzione non di ripiego – è stato definito “minisalone” solo per un’interpretazione sbagliata – e abbiamo messo a punto la formula del Supersalone, che si concentra esclusivamente sul meglio del prodotto che il settore ha comunque continuato a sviluppare durante i 18 mesi di pandemia, senza avere la possibilità di esporlo.

Crede che sia stata la scelta più giusta?

Chiedere alle imprese di investire come se si trattasse di un anno qualsiasi sarebbe stata una mossa rischiosa se non azzardata, proprio come non fare affatto la manifestazione. Credo che abbiamo scelto la misura giusta, senza far rischiare l’osso del collo alle aziende. Anche perché un altro carico che abbiamo sentito sulle spalle è quello della ripartenza del sistema fieristico: qualche manifestazione prima del Supersalone si svolgerà, ma non molto grande e certamente non con il valore simbolico di quella di Milano. È la prima kermesse internazionale che dà il segno della voglia di uscire da questa situazione.

Quale lo stato dell’arte del settore?

Nel 2020 il legno-arredo ha fatto registrare un calo del 9,1%: molto meglio di quello che si poteva prospettare a maggio dell’anno scorso, quando si temeva che a fine anno il dato sarebbe stato negativo per un 30-40%. Poi, con sorpresa iniziale di tutti, specie il mercato della parte di arredo casa è ripartito in maniera quasi violenta, recuperando mese dopo mese cifre importanti: il solo arredo casa nel 2020 ha sfiorato il pareggio. Quel che è successo è che, chiusi in casa, c’è stato modo di fare riflessioni sull’arredo, che hanno portato alla voglia di rinnovare l’ambiente in cui si abita, complice la mancanza di occasioni di spesa in altri campi, dall’abbigliamento al turismo alla ristorazione. Visto che ora le occasioni di spesa sono tornate, questo tipo di atteggiamento potrebbe calmierarsi: per questo dobbiamo essere prudenti su quanto può durare quest’onda.

Fin qui quali sono i segnali per il 2021?

Molto incoraggianti. Se guardiamo al primo trimestre di quest’anno, mentre il confronto con lo stesso periodo del 2020 non è molto significativo, quello con il primo trimestre del 2019 invece lo è: nell’arredo siamo a + 13,7%, complessivamente la filiera segna un + 10% circa. La prospettiva è buona, pensiamo che a fine anno possa esserci un risultato positivo.

Tornando al Supersalone, perché le aziende del settore dovrebbero partecipare?

È un’occasione molto importante, dal forte valore simbolico, per esporre in maniera inconsueta. Siamo abituati a vedere il Salone del Mobile in cui ogni azienda si presenta con i suoi migliori prodotti esposti in un ambiente ricostruito in modo ideale. Questa volta c’è la possibilità per le aziende di avere un palcoscenico uguale per tutti, che mette tutti allo stesso livello espositivo. Parliamo di un palcoscenico di qualità, con la curatela di Stefano Boeri, una soluzione accattivante e molto bella ma non così impegnativa per le imprese in termini economici. La qualità espositiva è degna di quella dei prodotti e delle aziende che li fabbricano. Il Salone del Mobile è un evento di livello globale, non potevamo fare una presentazione sottotono.

Che tipo di partecipazione vi aspettate da parte delle imprese?

In termini numerici ovviamente non paragonabile a quella del Salone del mobile, ma di qualità molto alta. Ne siamo certi anche per i riscontri delle grandi aziende che hanno comunque un peso attrattivo importante.

Sarà un evento internazionale, come vuole la tradizione?

Per l’Europa abbiamo molta fiducia, ufficiosamente i numeri delle prenotazioni alberghiere sono molto buoni, anche se per il Regno Unito c’è il problema della variante delta. Per quanto riguarda il mercato americano, sembra che alcune compagnie aeree vogliano fare non solo voli covid free ma addirittura liberi per chi ha il passaporto vaccinale: un segnale molto positivo. Non mi aspetto invece grandi flussi dalla Cina, non per il Covid ma per le scelte protezionistiche cinesi, che stanno facendo grande incetta di materie prime a livello mondiale e puntano sempre di più sui prodotti realizzati in Cina. Ah, dimenticavo una novità molto importante.

Prego.

Il Salone ha lanciato a fine giugno la nuova piattaforma digitale, sulla quale saranno presenti tutti gli espositori, non solo con i prodotti portati in fiera ma anche con la loro produzione standard. Si troveranno anche un collegamento ai siti aziendali e molti altri servizi. C’è anche un taglio innovativo più editoriale, con il quale ci proponiamo di costruire un punto di riferimento mondiale a livello web.